Antonio Marotta morto durante l’arresto, la Procura apre un’inchiesta

La Procura di Parma fa luce sugli avvenimenti che hanno portato al decesso di Antonio Marotta, il 63enne deceduto a Fidenza, durante un controllo della Polizia.
La Procura di Parma è intervenuta, in relazione alla vicenda del decesso di Antonio Marotta, avvenuto a Fidenza domenica 21 giugno in occasione di un “normale controllo da parte della polizia Stradale”. In una nota, la Procura, ha allontanato le ipotesi avanzate dai parenti della vittima, riguardo le analogie con quanto avvenuto negli Stati Uniti a George Floyd.
Il procuratore Alfonso D’Avino, si è espresso riguardo le affermazioni del genero della vittima, Angelo Pinto: “Sulla stampa vengono riportate dichiarazioni di persone che, benché non presenti ai fatti, sostengono che la vicenda in questione sarebbe riconducibile ai fatti americani con evidente riferimento alla morte di George Floyd di cui da tempo si stanno occupando le cronache di tutto il mondo”. Il Procuratore della Repubblica “intende chiarire che sulla vicenda in esame viene disposta l’apertura di un fascicolo procedimentale teso ad accertare compiutamente l’esatta dinamica dell’accaduto ma che, nel contempo, non vi sono evenienze da cui desumere la fondatezza di quanto aprioristicamente riferito ad alcuni organi di stampa, nella parte in cui si è sostenuto che gli agenti operanti ‘si sono permessi di ammanettarlo per futili motivi, buttarlo a terra e soffocarlo'”. Non ci sarebbero dunque elementi per paragonare la morte di Marotta al caso di George Floyd: questa, in sintesi, la precisazione della Procura di Parma.