Cani da tartufo, è una strage: i cuccioli dei cercatori muoiono avvelenati

Il presidente di Assotartufai, Riccardo Germani smentisce che possa trattarsi di una guerra tra tartufai, ma a suo dire è  “un’azione da delinquenti”. 

È stata un’annata difficile per i tartufai italiani, in quanto questa non è stata di certo una delle migliori stagioni per loro. I tartufi, infatti, sono rari da reperire in questo momento e da qui l’ipotesi che potrebbe essere scattata una sorta di guerra senza norme né rispetto, tra chi di questo prezioso alimento, che può arrivare a essere pagato cifre molto elevate, anche migliaia di euro, ne ha fatto il proprio lavoro. A volte anche illegalmente.

cani da tartufo-meteoweek.com

L’anno scorso il clima è stato assai caldo, scarse piogge, e questo di certo ha contribuito nella difficile reperibilità dei tartufi. Quello che però, al di là del fatto che sia in corso o meno una sorta di battaglia tra cercatori di tartufi del nostro Paese, lascia esterrefatti, è che a rimetterci addirittura la vita siano stati i cani da tartufo, il cui olfatto ne supporta in modo importante la ricerca.

Una vera strage di cani da tartufo

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Questi cani vengono avvelenati e muoiono tra dolori atroci. A ingannarli, esche contenenti “lumachina” (metaldeide) oppure stricnina. Gli ultimi due cani da tartufo morti in questa modalità sono stati trovati a Camposecco, sui Monti Simbruini, al confine tra due regioni, Lazio e Abruzzo. Inutili i tentati dei padroni dei due cani, un labrador di un anno e mezzo e un lagotto bianco e riccio di più di 3 anni, per salvare i loro cuccioli cercatori.

Li hanno infatti portati immediatamente in auto dal veterinario non appena si sono resi conto che i loro animali erano stati avvelenati. Il presidente di Assotartufai, Riccardo Germani, smentisce l’ipotesi di una guerra in corso tra tartufai, in quanto, spiega, «gli avvelenatori ci sono sempre stati. Come si fa a dire che sono stati i tartufai piuttosto che un residente a cui dà fastidio che si vada lì o un cacciatore che tenta di avvelenare i predatori? Per noi i cani sono come figli e nessuno di noi farebbe una cosa simile, neanche a un “concorrente”. Queste sono azioni da delinquenti».

Anna Di Donato

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