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Il virologo rassicura spiegando che ormai il Covid «ha già trovato una sua condizione quasi ottimale in termini di infettività»
A tre anni dall’inizio della pandemia di Covid-19, il virologo tedesco Thomas Mertens, in un colloquio con Il Corriere della Sera, ha spiegato perché i rischi su nuove varianti in arrivo dalla Cina, secondo lui, sarebbero limitati. A sua detta, la pandemia, perlomeno in Germania, è di fatto terminata.
Il virologo smorza l’allerta per la nuova variante proveniente dalla Cina, ossia la Gryphon e spiega che il Covid «ha già trovato una sua condizione quasi ottimale in termini di infettività. Per spiegarla in termini molto semplici, potrebbe ritenersi soddisfatto del suo stato attuale che gli permette di infettare facilmente e convivere con l’uomo. Oltretutto le possibilità che ha di cambiare ulteriormente non sono illimitate».
Ergo, Mertens spiega anche che con il termine pandemia ci «si riferisce a una situazione in cui un agente infettivo nuovo per l’uomo e precedentemente sconosciuto al sistema immunitario umano si diffonde indefinitamente in tutto il mondo. Endemia significa che un agente patogeno noto si mantiene presente nella popolazione e crea infezioni. Ma nei suoi confronti esiste una certa immunità di base costruita grazie alla vaccinazione e all’infezione contratta naturalmente».
Per il virologo, la fase pandemica è terminata e ora siamo entrati nella fase endemica e fa l’esempio del Paese in cui vive, ossia la Germania. «A mio parere nel mio Paese non esiste più lo stato pandemico poiché la stragrande maggioranza delle persone è guarita o ha ricevuto il vaccino. E l’epidemia si sta sviluppando con un andamento endemico».
Sulla questione dei vaccini, il virologo chiosa spiegando che in una fase endemica ai consigli in merito al vaccino anti Covid si dovrebbero integrare le raccomandazioni che di norma si usano contro altri disagi infettivi. È importante che si faccia chiarezza su chi si dovrebbe vaccinare in futuro, quando e a quanto tempo dall’ultima somministrazione effettuata.
Stiko sta lavorando per proporre un piano di vaccini anti Covid standardizzato e quindi non di emergenza, per gli anni che verranno. Per il virologo può essere che a un gruppo di persone che dovranno essere definite si giungerò a consigliare dei richiami che avverrebbero in modo periodico.
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