Bimbo di due anni strangolato in spiaggia, madre intercettata:«Mi sono tolta un peso»

La vicenda è accaduta a Torre del Greco (Napoli). La donna avrebbe avuto un’ossessione per l’ipotesi che il figlio potesse avere disturbi di tipo autistico, cosa che aveva visto su Google

Un’intercettazione ha captato una frase detta da una madre il cui figlio è morto soffocato il 2 gennaio 2022 su una spiaggia a Torre del Greco (Napoli). La donna stessa è detenuta da un anno in prigione, accusata del delitto. La frase che sarebbe stata intercettata è la seguente:«Mi sono tolta un peso dallo stomaco».

tribunale-meteoweek.com

Per gli investigatori, questa frase intercettata sarebbe una sorta di confessione da parte della madre del ragazzo ucciso. La frase sarebbe stata pronunciata durante una conversazione con i familiari.

Che cosa è successo

La donna, 41 anni, è stata mandata a processo, con l’accusa di omicidio premeditato del piccolo Francesco, di due anni e mezzo. La prima udienza del processo è stata fissata all’inizio di febbraio. Date le accuse, la donna rischia il massimo della pena. Durante il dibattito, il pm ha fatto una ricostruzione dell’accaduto, a cominciare da quella terribile sera, fino a giungere all’ottobre scorso, quando sono arrivati gli esiti delle perizie, inclusa l’autopsia che svelò come la causa della morte non fosse annegamento, ma soffocamento.

Da quanto emerso dall’inchiesta, la madre del bimbo era ossessionata dall’ipotesi che suo figlio potesse essere affetto da disturbo di tipo autistico che aveva trovato su Google. Dalle prime ore del mattino fino al primo pomeriggio di quel giorno, la donna avrebbe cercato parole chiave tra cui “uccidere un bambino” aggiungendo poi varie opzioni di ricerca, ossia uccidere un bimbo con coltello, colpi di pistola, strangolamento e persino quanto avrebbe rischiato.

Il delitto

Infine, la donna avrebbe deciso di strangolare il bimbo con un vestito, per poi mettersi in acqua con il bimbo già morto, raggiungendo la scogliera di via Calastro. Per il pm una decisione premeditata in quanto “lucida e consapevole”. Quando sono sopraggiunti i carabinieri, il bambino ormai era deceduto.

La donna, per il pm, sarebbe stata lucida anche nei vari tentativi di fingere una tentata violenza sessuale, poi un sinistro, per poi fare confessioni e ritrattare. La reale confessione sarebbe occorsa in estate, durante una conversazione in prigione con un familiare. Da febbraio, inizierà il processo.

 

Anna Di Donato

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