Balenciaga, dopo le accuse di pedofilia arrivano le scuse del direttore creativo

Balenciaga, le scuse del direttore creativo dopo le accuse di pedofilia (fonte web)
In questi giorni la famosa casa di moda è finita nell’occhio del ciclone, tra accuse di pedofilia e teorie del complotto. Nelle scorse ore sono arrivate le scuse da parte del direttore creativo del brand, Demna Gvasalia.
Fondata nel 1917 dallo stilista spagnolo Cristobal Balenciaga, il marchio è uno dei più famosi e rinomati a livello internazionale. A rendere celebre Balenciaga è stata la sua visione modernista, grazie alla quale si è affermato come un punto di riferimento nel mondo della moda.

Oggi il brand continua a puntare all’innovazione, senza paura di dare spazio alle provocazioni. E l’ultima campagna natalizia ne è la prova. In pochi giorni Balenciaga è stato sommerso dalle critiche, finendo al centro di un’acceso dibattito online tra accuse di pedofilia e teorie complottiste.
Le discusse campagne di Balenciaga
Tutto ha avuto inizio quando il marchio ha condiviso gli scatti relativi all’ultima pubblicità della nuova linea natalizia dal nome “Objects”. A far discutere è stata la scelta di fotografare alcuni bambini mentre tenevano in mano degli orsacchiotti con finiture fetish.
Intorno a loro, “giocattoli” tipici delle pratiche BDSM (note per essere legate alla sottomissione del proprio partner con la violenza). Non è la prima volta che il brand utilizza gli “orsacchiotti fetish”. Già in occasione della sfilata delle pre-collezioni primavera estate 2023 dello scorso ottobre, Balenciaga aveva li aveva fatti indossare alle sue modelle come se fossero delle borsette.
Ovviamente, vedere questo genere di accessori e oggetti associati a dei minori non è piaciuto a tantissime persone. La pubblicità è stata fin da subito ritenuta di cattivo gusto. Come se ciò non bastasse, sul web gli utenti hanno scovato altri dettagli controversi. Sono emersi dagli scatti di un’altra recente campagna di Balenciaga, ovvero quella della linea realizzata in collaborazione con Adidas.
Le accuse di “propaganda pedofila”
Nella prima foto, la “protagonista” è una borsa hourglass posta sopra alle pagine di una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti risalente al 2008. Il provvedimento riconosce il fatto che l’utilizzo di immagini pedopornografiche non costituisce una violazione della libertà di espressione. Ossia uno dei principi cardine del paese, che trova il suo fondamento nel Primo Emendamento.
Il secondo scatto, invece, mostra Isabelle Huppert in un ufficio situato a Manhattan. La nota attrice è impegnata a leggere un libro di Michael Borremans. Quest’ultimo è un pittore che, qualche anno fa, si è fatto conoscere per le sue opere raffiguranti scene di violenza. I soggetti principali dei suoi quadri sono bambini e giovani ragazzi.
Tutti questi dettagli discutibili presto sono balzati agli occhi degli utenti. In molti hanno accusato Balenciaga di “propaganda pedofila” e di diffondere messaggi nascosti. Importante è stato il contributo di Tucker Carlson, conduttore di Fox News e aperto sostenitore di Trump.
Carlson, in una delle sue dirette, si è lasciato andare ad alcune teorie del complotto convinte che Balenciaga abbia un legame con un gruppo tanto segreto quanto potente di pedofili. A lui si sono aggiunti i membri del movimento Qanon. Secondo questi ultimi, oltre ad avere un rapporto con i pedofili, la casa di moda sarebbe in combutta con sette sataniste.
Sul web si è iniziato a parlare di un boicottaggio del marchio. Mentre star come Kim Kardashian – ambasciatrice di Balenciaga e musa del direttore creativo Demna Gvasalia – hanno dichiarato di essere intenzionate a prendere le distanze dal brand.
Le scuse di Demna Gvasalia
In seguito allo scandalo, la casa di moda è intervenuta in un comunicato ufficiale, scusandosi e spiegando di aver fatto causa alla società occupata della produzione della campagna e all’ideatore della pubblicità. A detta di Balenciaga, gli scatti tanto discussi sarebbero stati pubblicati senza nessun consenso.
Nelle scorse ore sono arrivate le scuse di Demna Gvasalia che ha definito la campagna “una scelta artistica sbagliata”. Il direttore creativo del marchio ha riconosciuto l’ inappropiatezza della sua trovata affermando di essere pronto a prendersi la responsabilità.

“Sebbene avessi intenzione di provocare con il mio lavoro, non volevo farlo abusando dei minori, è una cosa che condanno” ha ammesso. Gvasalia ha dichiarato di aver “bisogno di imparare” e di essere aperto all’ascolto. Inoltre, ha espresso la sua intenzione di volersi impegnare attivamente supportando le organizzazioni impegnate nella protezione dell’infanzia.