Piccioni "zombie" il virus che deturpa i volatili - MeteoWeek
Le sceneggiature piu’ spaventose dei migliori film horror non possono nulla di fronte alla realtà che negli ultimi anni sta superando di gran lunga la fantasia. Virus mutanti e zombie, con diverse varianti che oltre ai piccioni possono colpire altri volatili.
Sarebbe infatti un virus a deturpare orrendamente l’aspetto dei piccioni, che si presenterebbero con il collo deformato e il capo sottosopra, un virus che provoca ai pennuti, oltre a mutazioni nell’aspetto anche disturbi neurologici. A dare l’allarme un’associazione che si occupa di animali abbandonati.
L’infelice soprannome, “piccioni zombie” è dovuto proprio alla mutazione che arriverebbero a subire i volatili una volta contratta la malattia. Il colpevole un virus, il Paramyxovirus di tipo 1. Il virus, come ormai ben sappiamo (il Covid19 ha fatto scuola) ha diverse varianti e non colpirebbe solo i piccioni ma anche altri uccelli. Si tratta di un parente della Malattia di Newcastle, nota come pseudopeste aviaria, «una delle più temute malattie che possono colpire i disabili». «Il ceppo piccione (PPMV-1) — secondo quanto riportato sul sito del ministero — si può praticamente considerare endemico nei columbiformi selvatici».
L’allarme arriva direttamente dalla Gran Bretagna, come riportato dal Corriere della Sera, in particolare con una frequenza di casi piuttosto importante nell’isola di Jersey, nel canale della Manica. La Jersey Society for Prevention of the Cruelty of Animals ha fatto presente il fatto, l’associazione che si occupa di accudire animali abbandonati, ha individuato, proprio nella loro struttura, un aumento di animali ammalati. I responsabili dell’associazione, hanno dichiarato al quotidiano britannico The Sun: «Nelle ultime settimane c’è stato un incremento del numero di piccioni che mostrano segni di problemi neurologici con collo contorto o che non sono in grado di stare sulle zampe».
Sempre il quotidiano The Sun ha voluto riportare anche l’opinione dei veterinari del Bird Exotics Veterinary, i quali hanno spiegato che: «Il virus non risponde ai farmaci sebbene le cure di supporto da parte di un veterinario possano ridurre la gravità della malattia e aumentare le possibilità di sopravvivenza». Ripercussioni sugli esseri umani? Si, qualcuna. Nulla di grave per fortuna. Il virus si trasmette per contatto diretto, con una carica virale elevata – questo quanto spiegato dal ministero della salute italiano in merito alla Malattia di Newcastle – il sintomo piu’ diffuso è la congiuntivite, con sintomi evidenti 24 ore dopo l’esposizione.
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