Fa domanda per diventare bidella nel 1985, la assumono 37 anni dopo: “Dopo tutti questi anni me ne ero dimenticata”

La storia di una donna che 37 anni fa aveva fatto domanda per essere assunta come bidella. Solo ora è arrivata la chiamata della scuola.
Un sogno che si realizza quando lei nemmeno si ricordava più di quella domanda di assunzione presentata nel lontano 1985.
Quella raccontata da Vanity Fair è una di quelle storie che verrebbe spontaneo commentare con un “meglio tardi che mai”. Così si potrebbe sintetizzare quanto capitato a Marcella Primiceri, che 37 anni dopo aver fatto domanda per un posto da bidella si è vista arrivare adesso, anno del Signore 2022, la chiamata dalla scuola. Di quella domanda, fatta nel 1985, neanche si ricordava più dopo tutto quel tempo. Allora la signora Marcella aveva 21 anni ed era una madre single. Ora che ne ha 58 finalmente può prendere servizio nel posto di lavoro a cui aspirava in gioventù.
Ad avvertirla è stata una persona sconosciuta. E così dal 9 di settembre Marcella Primiceri lavora presso l’istituto alberghiero Sandro Pertini di Brindisi. Gli ultimi trent’anni, spiega Vanity Fair, li ha passati a lavorare nelle campagne pugliesi e poi in Germania, dividendosi tra pulizie e ristorazione. «A marzo scorso – racconta Marcella al Corriere del Mezzogiorno – contattai una collaboratrice scolastica del mio paese che mi cercava, che neppure conoscevo, e mi disse che il mio nome era presente nella graduatoria Ata per collaboratrice scolastica. Dopo tutti questi anni me ne ero dimenticata».
Una convocazione inaspettata
Galeotto fu il decreto supplenze Ata: Marcella risultava ancora presente nelle graduatorie provinciali ad esaurimento, assieme a tutti quelli che erano iscritti da più di 45 anni. E così «avuta la conferma dal sindacato che se mi fossi presentata il giorno delle convocazioni mi avrebbero assegnato una supplenza annuale, quindi, ho fatto le valigie e sono partita subito. Questa donna mi contatto già nel 2020 via Facebook, ma non lessi il messaggio. Se lo avessi visto, oggi sarei già di ruolo».
Non ci ha pensato due volte a rientrare dalla Germania dove, racconta, lavorava da due anni e mezzo in una fabbrica guadagnando anche bene (fino a 1.800 euro). Ma la prospettiva di tornare finalmente a casa nella sua Mesagne non aveva prezzo.
Per la decina d’anni mancanti al pensionamento, Marcella lavorerà nella scuola col posto fisso. «Finalmente potrò fare lavori meno logoranti e pesanti, che ho sempre svolto sin da quando ero ragazzina. Ultimata la scuola, infatti, mio padre ci mandò tutti a lavorare in campagna. Per tanti anni ho svolto anche un doppio lavoro, ora finalmente farò un lavoro un po’ più tranquillo, soprattutto per la mia schiena, ed anche più pulito, dove stai al caldo d’inverno e al fresco d’estate. È tutto diverso».