Immortalato l’impatto della sonda NASA Dart col meteorite Dimorphis: nuovo capitolo spaziale

Una, o più, foto per la storia. Il primo esperimento umano capace di deviare la traiettoria di un corpo celeste è stato un successone. Tutto correlato dalle prime immagini, provenienti dall’Agenzia Spaziale italiana. E, naturalmente, dal telescopio della NASA, James Webb.

DART – MeteoWeek.com

L’ASI ha rilasciato le prime immagini della piccola navicella spaziale Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids, o più semplicemente LICIACube, che aveva raggiunto la Terra circa tre ore dopo l’impatto della navicella spaziale Double Asteroid Redirection Test (DART) della NASA, con l’asteroide Dimorphos, a circa 7 milioni di miglia (11 milioni di chilometri) dalla Terra.

Le immagini includono un confronto prima e dopo del sistema di asteroidi Didymos, nonché foto di detriti luminosi che circondano Dimorphos; appresentate entrambe le telecamere a bordo di LICIACube. Anche James Webb ha scattato foto per la storia, concentrandosi sul sistema per osservare la collisione, rilasciando immagini per la storia. Idem Hubble e altri telescopi terrestri che vanno per la maggiore.

Immagini fondamentali per presente e futuro

LICIACUBE – MeteoWeek.com

Siamo davvero molto orgogliosi“. E’ stata la prima esclamazione di Elisabetta Dotto, responsabile del team scientifico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), durante una conferenza stampa tenutasi martedì.

Immagini che passeranno alla storia futura, ma fondamentali nel presente per aiutare gli scienziati a comprendere la struttura e la composizione di Dimorphos. Quelle dell’Agenzia Spaziale italiana sono solo la prima coppia ad essere rilasciate, poi verranno quelle di LICIACube che il team rilascerà nei prossimi giorni, e promettono (altro) spettacolo.

Nell’immagine finale condivisa dall’ASI, Dimorphos è circondato da detriti luminosi e nebulosi. “Completamente coperto – precisa sempre Elisabetta Dotto – da un’emissione di polvere e detriti prodotta dall’impatto“. Non era affatto scontato come l’asteroide avrebbe risposto alla collisione, lo è diventato grazie alla precisione degli scienziati coinvolti in un esperimento unico, finora, nel suo genere.

La missione DART della NASA ha sbattuto contro Dimorphos, una roccia spaziale più piccola che circonda un asteroide più grande chiamato Didymos, per testare un potenziale modo per regolare l’orbita di un asteroide che minaccia la Terra, nel caso gli scienziati dovessero mai rilevare una situazione del genere.

Ora, naturalmente, gli astronomi stanno tenendo d’occhio il sistema Didymos, pronti a misurare quanto è aumentata l’orbita di Dimorphos. Prima della collisione, gli scienziati avevano stimato che l’incidente di DART avrebbe scavato un cratere sull’asteroide e fatto esplodere nello spazio tra 22.000 e 220.000 libbre (tra 9.979 e 99.790 chilogrammi) di materiale espulso.

Quando arriveranno le altre immagini, dalla stima si passerà a un fatto concreto.

FONTE

Pietro Santercole

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