Alluvione nelle Marche, agricoltura in ginocchio: a quanto ammontano i danni del nubifragio

Colture distrutte, danni a serre, impianti per irrigare i campi, attrezzature e ai mezzi agricoli. Il devastante impatto dell’alluvione sull’agricoltura anconetana.

Oltre al costo in vite umane c’è anche il costo per gli agricoltori locali, che hanno subito danni pesantissimi. A rischio la semina per l’autunno e anche quella primaverile.

Pesantissimo il bilancio dell’alluvione che ha colpito duramente le Marche: in termini di vite umani ma anche per i danni all’agricoltura locale – Meteoweek

Cresce il bilancio delle vittime della spaventosa alluvione nelle Marche. I morti in provincia di Ancona sono saliti a 11, dopo il ritrovamento di uno dei tre dispersi. Si tratta del 47enne di Acervia, l’auto del quale era stata trovata venerdì nel torrente Misa. Risultano ancora dispersi il piccolo Mattia di 8 anni e la 56enne Brunella Chiù travolta dalla furia dell’acqua mentre era in auto con la figlia (che è nell’elenco delle vittime).

Ma il tremendo nubifragio che ha colpito l’Anconetano non ha preteso un pesante tributo solo in termini di vite umane. L’alluvione presenta il conto anche sul piano dei danni, e dunque dei costi economici.

Agricoltura: danni per un milione di euro

I danni causati dal maltempo nelle campagne marchigiane ammontano infatti a milioni di euro. Ad essere andati in rovina, oltre ai raccolti, anche serre, impianti di irrigazione, attrezzature, trattori e altri mezzi agricoli e impianti di trasformazione alimentare.

Lo sottolinea la Coldiretti. In un primo monitoraggio l’associazione degli agricoltori fa notare come il maltempo abbia riempito di fango i pozzi per l’acqua. Sono dunque inutilizzabili, dato che le idrovore non sembrano in grado di rimuovere la montagna di melma accumulatasi.

Nei campi – spiega la Coldiretti – si sono aperte voragini impraticabili per i trattori e si accumulato rifiuti di ogni tipo. Gli agricoltori stanno cercando di darsi una mano tra loro per ripulire i terreni e rimettere in funzione i mezzi. Ma c’è il rischio concreto che non riescano a fare le semine autunnali di orzo, avena e grano. E anche quelle di primavera sono a rischio.

“La situazione delle aziende agricole è drammatica e questa calamità rischia di essere per molti il colpo di grazia dopo il Covid, i rincari delle materie prime e la crisi attuale”. È l’allarme lanciato da Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche. Per scongiurare l’ennesima emergenza, sottolinea Colidretti, “servono fondi e una normativa in deroga per semplificare un carico burocratico che, come è oggi, porterebbe alla paralisi totale e quindi all’abbandono del territorio”. 

Emiliano Fumaneri

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