Il caffè al bancone costa troppo, il cliente chiama la polizia

Il prezzo di un decaffeinato è troppo alto: l’avventore di un bar di Firenze, indispettito, chiama la polizia. Pesante multa per il barista.

Il caffè al bancone costa troppo. un cliente non ci sta e chiama la polizia municipale che interviene e multa il barista: non per il prezzo in sé del prodotto, ma perché lo stesso non era esposto. La vicenda avviene a Firenze, ma in realtà è un pò diversa da come la cronaca la racconti.

Caffè troppo caro: cliente chiama la polizia

La solidarietà al bar: “La qualità si paga”

Probabilmente il gestore del bar “Ditta Artigianale” (questo il nome del locale, ndr) non ha esagerato, nello stabilire il valore del suo caffè decaffeinato: “Siamo solidali con i colleghi di Ditta Artigianale. Siamo nel 2022 ma ancora in Italia non si può parlare di qualità quando si parla di caffè, in questo settore la qualità non viene percepita: è gravissimo”. Il commento è di Serena Nobili di Dini Caffè, che ha espresso solidarietà a Ditta Artigianale dopo essere venuta a conoscenza della storia. La qualità si deve pagare – ha ribadito la Nobili -. Un cliente che si arrabbia tanto da chiamare la polizia è l’emblema di una situazione che deve cambiare. La tazzina di decaffeinato normalmente si paga 1,30 euro, ha fatto scandalo il prezzo di due euro ma in realtà non si parla del fatto che la qualità era molto più alta e quindi i 70 centesimi in più erano più che giustificati. Poi mi chiedo il perché del fatto che la tazzina in Italia ha un prezzo ‘politico’: in altri settori, per chi vende ad esempio vino o birra, i prezzi sono liberi”. La Nobili ha poi aggiunto che “dietro una tazzina di caffè c’è un lavoro immenso, migliaia di selezioni, di lavorazioni. Già il prezzo ‘base’ in Italia è basso anche per un caffè di bassa qualità, figuriamoci per un caffè speciale. Noi cerchiamo di fare cultura, ma così è dura”.

Il bar

L’intervento di Confartigianato

Il presidente di Confartigianato Imprese Firenze Alessandro Vittorio Sorani, intervenuto sulla vicenda, ha espresso un pensiero simile: “Fatto grave. Non considerare la qualità di un prodotto dove c’è un grande lavoro dietro è qualcosa che mi amareggia profondamente. La qualità si paga ed è a vantaggio di tutti”. D’altro canto, in un momento di crisi economica che, tra l’altro, appare infinita (prima quella strutturale del 2008 con la sua lunghissima coda, poi quella relativa alla pandemia, poi adesso la guerra) è anche comprensibile la reazione veemente del cliente, che ha reagito probabilmente “di pancia”, senza ragionare sulla qualità del prodotto che stava consumando. Una vicenda finita male per tutti: per l’avventore, che non si è di certo goduto il suo “deca”, e sopratutto per il barista, che ha ricevuto una multa da mille euro.

Alessio Ramaccioni

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