Lauretta Toffoli, l’anziana trovata morta era sopravvissuta a un’altra aggressione tre anni prima. Fermato il vicino di casa, 40enne residente nello stesso stabile.
Potrebbe avere finalmente un volto, il presunto assassino di Laura Toffoli, l’anziana di 74 anni trovata morta ieri mattina a Udine, nel suo appartamento Ater, dal figlio che era andata a trovarla come da consuetudine. Secondo quanto viene riportato da Il Corriere della Sera, le forze dell’ordine hanno fermato Vincenzo Paglialonga, 40enne di origini pugliesi e vicino di casa della donna. L’uomo, si apprede, sempre nella giornata di sabato era stato arrestato dalla polizia per evasione dagli arresti domiciliari, dopo essersi allontanato dal suo appartamento.
Come viene spiegato dal comunicato rilasciato dalla questura di Udine, l’uomo è stato sottoposto a interrogatorio, alla presenza del suo avvocato difensore; tuttavia, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Ad ogni modo, dall’attività di polizia giudiziaria sarebbero emersi diversi indizi di colpevolezza nei suoi confronti, tanto che il 40enne è stato condotto presso la struttura penitenziaria. Nel frattempo, gli inquirenti continuano ad indagare sull’omicidio dell’anziana signora: all’appello mancano ancora il movente e l’arma del delitto.
La donna era già sopravvissuta a un’aggressione tre anni prima
La 74enne Lauretta Toffoli, di Gruaro, è stata ritrovata morta nella sua abitazione, uccisa a coltellate da un assassino che ancora deve trovare nome e cognome. Al momento le forze dell’ordine hanno fermato e arrestato il vicino 40enne, Vincenzo Paglialonga. Ma sono ancora in corso tutte le relative indagini, atte ad accertare o meno il coinvolgimento dell’uomo.
L’anziana, però, aveva alle spalle un passato di un altro tentato omicidio. Nel 2019, infatti, era stata aggredita dal suo stesso figlio, Manuel Mason, oggi 41enne. I due avevano avuto un’accesa discussione, e l’uomo, in preda all’ira, aveva dapprima tentato di strangolarla, poi le aveva sferrato una coltellata dritta allo sterno. Mason era stato arrestato per omicidio colposo, ma ritenuto incapace di intendere e volere al momento dei fatti (secondo quanto era emerso dalla perizia psichiatrica), era stato assolto. Sua madre lo aveva perdonato, nonostante quel gesto di insensata violenza: e il 41enne, fino all’ultimo, era andata a trovarla ogni sabato.
Non si sarebbe di certo aspettato di ritrovarla, ieri 7 maggio, a terra in un lago di sangue. Semisvestita e abbandonata sul pavimento della camera da letto, la donna era stata raggiunta da diverse coltellate. Chi l’ha uccisa si sarebbe fatto aprire la porta, perché non sono state trovate tracce di effrazione. Tracce di sangue, invece, sono state rinvenute anche in salotto e all’ingresso di casa.
Dopo aver visto il corpo senza vita di sua madre, Manuel avrebbe chiamato immediatamente suo padre, Paolo Mason. “Mi ha chiamato disperato, dicendomi che avevano ucciso la mamma”, ha raccontato il pensionato ai giornalisti che lo hanno raggiunto. Anche il 41enne è stato sentito in questura, come persona informata sui fatti, ma non sarebbe indagato. Dopo quel brutto episodio del 2019, il 41enne è stato seguito in un percorso di cura e riabilitazione, e aveva da poco cominciato a lavorare.