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Economia

Mezzo milione di aziende e partite IVA a rischio fallimento, Fisco inflessibile

Situazione davvero drammatica quella che si sta determinando per circa mezzo milione di autonomi e di imprese italiane.

Vediamo perché l’ottusa durezza del Fisco rischia di determinare un allarme sociale senza precedenti. Rottamazione ter e saldo e stralcio sono stati una boccata di ossigeno per tanti contribuenti italiani. La possibilità di pagare a rate i debiti con il Fisco è stata colta al volo da oltre un milione di contribuenti.

Un’occasione ghiotta che per la maggior parte di essi sta continuando ad andare avanti con il pagamento regolare delle rate. Tuttavia circa mezzo milione di soggetti che avevano aderito alla rottamazione ter e saldo e stralcio (la cosiddetta pace fiscale) non è riuscita a mantenere l’impegno delle rate anche a causa dell’estrema durezza delle condizioni economiche attuali. Parliamo di ben mezzo milione di aziende e cittadini che devono al fisco addirittura 2,4 miliardi di euro. Cifre clamorose che rischiano di far deragliare il Paese. Ma cerchiamo di capire che cosa sta succedendo.

Tanti sono decaduti dalla pace fiscale

Entro il 14 dicembre del 2021 tutti coloro i quali aderivano alla pace fiscale avrebbero dovuto rimettersi in regola con le rate del 2020 e del 2021. Era questo quindi il termine ultimo per rimettere in ordine i pagamenti per tutte le rate relative all’epoca del covid. Come detto la maggior parte dei contribuenti ce l’ha fatta, ma mezzo milione di essi non ci sono riusciti. Parliamo di circa il 43% di coloro i quali avevano aderito a rottamazione ter e saldo e stralcio che di fatto sono usciti fuori da queste misure agevolate perché il pagamento poteva essere appunto rateizzato.

Un termine irrealistico

Dunque adesso il Fisco si ritrova con 2,4 miliardi di euro da dover far saltare fuori e così ha pensato bene di inviare delle comunicazioni a questo mezzo milione di soggetti per dire loro di pagare entro il termine perentorio di cinque giorni. È piuttosto surreale pensare che chi non è riuscito a pagare a rate il suo debito col Fisco adesso possa riuscire a pagare tutto insieme l’intero ammontare del dovuto. Molti hanno chiesto al Fisco di essere elastico in questo frangente ma dal Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno fatto capire che chi deve pagare non avrà sconti e dilazioni. Ma concretamente questo che cosa significa per il Paese?

Fallimenti in massa

Secondo autorevoli osservatori il rischio concreto è che questo mezzo milione tra autonomi ed imprese finisca effettivamente in fallimento. Mezzo milione di fallimenti in blocco per un paese in affanno come il nostro avrebbe probabilmente effetti talmente gravi da essere difficili persino da quantificare. In una stagione drammatica come quella che stiamo vivendo nella quale le famiglie italiane sono gravate da un’inflazione che le mette in ginocchio e nella quale il rischio di una guerra pone ipoteche serissime sullo sviluppo della tanto sbandierata ripresa economica, una ipotesi del genere e fa davvero paura.

Un’ipotesi tremenda

Eppure il Ministero dell’Economia appare davvero inamovibile relativamente alla richiesta di ottenere subito i 2,4 miliardi dovuti da questi soggetti. Dalla politica si sono levate in queste settimane pressanti richieste per una rottamazione quater o per una riapertura dei termini di qualche natura. Ma fino ad oggi la risposta è stata sempre assolutamente negativa. Secondo molti il Governo non potrà continuare a mantenere questa linea di durezza ancora a lungo. Infatti scaduti i famosi cinque giorni per il pagamento che a molti sembrano effettivamente una beffa che cosa succederà?

Leggi anche: Sequestrati 14 milioni per frode fiscale, 11 le imprese coinvolte: sgominato giro di fatture false

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È evidente che questo mezzo milione di soggetti entro quel termine sicuramente non avrà pagato proprio nulla. Il rischio per la tenuta economica del Paese è forte e la convinzione ma soprattutto la speranza di tanti è che il Governo torni sui suoi passi e consenta a tutte queste imprese e a tutti questi autonomi di rimettersi in carreggiata. Il Paese in un momento del genere non può subire un colpo così grave alla sua parte produttiva.

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