Lo studente egiziano è stato liberato, ma dovrà affrontare la prossima udienza. Da casa ringrazia l’Italia e dice di voler tornare
Patrick Zaki, lo studente detenuto in Egitto da 22 mesi, è stato scarcerato. Zaki, attivista dei diritti civili e studente dell’Università di Bologna, era in carcere dal 7 febbraio 2020 con l’accusa di incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie e propaganda per il terrorismo. Era stato fermato dalla polizia non appena giunto in patria per una vacanza.
Zaki è stato liberato dalla detenzione ma non assolto dalle accuse e dovrà affrontare la prossima udienza in tribunale il 1 febbraio del 2022. Lo studente 30enne ha voluto posare per una foto insieme alla madre non appena uscito dal carcere del Cairo. “Tutto bene. Voglio dire molte grazie agli italiani, a Bologna, all’Università, ai miei colleghi, a chiunque mi abbia sostenuto“, ha detto appena giunto nella casa della sua famiglia. “Non appena potrò andrò direttamente a Bologna. Voglio essere in Italia il prima possibile“. Una delle prime cose che ha fatto non appena arrivato a casa è stato indossare una maglietta dell’Università di Bologna, che l’ateneo gli aveva fatto recapitare, per poi aggiungere “Viva il Bologna calcio“.
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“È stato commovente. Anzi, la parola giusta è liberatorio. Speriamo che arrivi presto l’assoluzione, che possa tornare a studiare e fare quello che gli piace. È già stato crudele far passare due anni di vita in carcere a un ragazzo così giovane” ha subito commentato Pippo Civati, l’ex-deputato e leader di Possibile è stato tra i più accesi sostenitori della liberazione dello studente egiziano. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha così commentato la foto dello lo studente e la madre “Un abbraccio che vale più di tante parole. Bentornato Patrick!“, ha scritto in un post su Facebook.
Per il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, l’abbraccio è “l’immagine di un giorno bello, di speranza” mentre per il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury “Aspettavamo di vedere quell’abbraccio da 22 mesi e quell’abbraccio arriva dall’Italia, da tutte le persone, tutti i gruppi e gli enti locali, l’università, i parlamentari che hanno fatto sì che quell’abbraccio arrivasse“.
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“Oggi è una giornata di festa, anche se non bisogna abbassare la guardia fino al completo proscioglimento dalle accuse“, commenta il rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Molari. “Speriamo che Patrick possa mettersi alle spalle questi due anni dolorosi e possa tornare presto ai suoi studi qui a Bologna, nella sua università. Il suo posto è qui, nella nostra comunità, assieme ai suoi compagni e ai docenti che non vedono l’ora di riabbracciarlo“.
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