Reddito di Cittadinanza, maxi operazione dei carabinieri: oltre 4mila truffe in tutta Italia

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Una nuova maxi operazione condotta dalle forze dell’ordine ha permesso di scoprire alcune truffe, perpetrate in diverse regioni italiane, sul Reddito di Cittadinanza. Denunciate più di 4mila irregolarità.

È stata chiamata “Ogaden” e si tratta di un’operazione condotta dai Carabinieri del Comando Interregionale che ha permesso di scovare alcune truffe sul Reddito di Cittadinanza. Controlli mirati che si sono svolti tra maggio e ottobre e che hanno permesso di identificare diversi percettori che erano riusciti ad accedere in modo indebito al sussidio. Molti di loro erano riusciti a ottenerlo nonostante redditi a 4 zeri o proprietà dal valore milionario. Le regioni interessate dai controlli delle forze dell’ordine sono state le seguenti: Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia. In tutte, le irregolarità riscontrate al momento sono 4.389 mila, ovvero circa il 12 per cento dei nuclei familiari che gli inquirenti hanno passato al setaccio. In Basilicata, le somme percepite illegalmente da chi non ne aveva diritto superano i due milioni di euro.
Truffa sul Reddito di Cittadinanza, Il 62 per cento delle persone denunciate sono italiani

Per quanto riguarda invece la composizione dei denunciati, il 62 per cento di questo sono residenti italiani mentre il restante 37 per cento sono cittadini di nazionalità straniera. Alcuni casi individuati di carabinieri sono più eclatanti di altri. Come ad esempio ad Aradeo, in provincia di Lecce, dove un uomo è stato denunciato per truffa in quanto riceveva il sussidio nonostante fosse proprietario di un’imbarcazione da porto molto grande e costosa, così come altri utilizzando la stessa falla nel sistema, sono riusciti ad ottenere l’Rdc nonostante possedere macchina molto costose.
Anche la mafia ha approfittato della possibilità di accedere illegalmente al Reddito di Cittadinanza
E in questa storia entra purtroppo anche la mafia: In provincia di Avellino infatti, un boss, considerati un esponente importante della Sacra Corona Unita, era riuscito a percepire il sussidio nonostante stesse scontando una detenzione domiciliare.
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Così come alcuni migranti a Campobasso, avevano falsificato la richiesta dichiarando di risiedere in dei centri di accoglienza, quando invece persino il comune li aveva cancellati dall’anagrafe in quanto irreperibili.