Seconda giornata G20, cosa succede oggi al summit di Roma?

In attesa della conferenza stampa del presidente Draghi, rivediamo gli eventi salienti della seconda giornata del G20 a Roma.

La giornata è iniziata con il giro nel centro storico da parte dei leader del G20. La fontana di Trevi, tappa obbligatoria per una foto con tutte le figure politiche, ha fatto da sfondo alla seconda giornata del G20. Il premier Mario Draghi ha condotto il gruppo, composto da Boris Johnson, Pedro Sanchez, Angela Merkel e gli altri. Intorno all’inusuale giro turistico vi è stata una imponente presenza di forze dell’ordine, fotografi e giornalisti, con il traffico bloccato per l’intera zona. Un tappeto azzurro posizionato all’ingresso della vasca, con due carabinieri in alta uniforme ai lati ed elicotteri nei cieli. All’interno di palazzo Poli i leader delle grandi economie hanno ricevuto un euro italiano che hanno poi lanciato, come da tradizione, nella fontana. Le monetine lanciate alle spalle, e dopo il lancio, sorrisi e applausi. Tante le persone affacciate dai balconi e dalle finestre degli edifici circostanti

Da qui il gruppo si è avviato verso il centro Nuvola, all’Eur, per iniziare ufficialmente la seconda giornata G20. In programma prima un evento secondario sull’importanza del settore privato nella lotta al cambiamento climatico alle 10:30. Successivamente si è aperta la seconda sessione riguardante il cambiamento climatico e l’ambiente. In proposito i leader hanno rinnovato la volontà di rispettare gli accordi di Parigi senza scadenze più stringenti sperate da alcuni. Subito dopo è iniziata la terza sessione riguardo lo sviluppo sostenibile, maggiormente incentrata sulla crescita delle economie mondiali. Da pochi minuti, invece, è iniziata la sessione conclusiva, al termine della quale arriverà l’attesa conferenza stampa del presidente Draghi.

Seconda giornata del G20, l’accordo sul clima

 Pare che molti paesi abbiano insistito per aggiungere al documento finale del vertice un vincolo più stringente per gli obiettivi climatici. Volevano inserire come data l’anno 2050, ma hanno riscontrato l’opposizione cinese, che da tempo ha l’obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2060. Anche prima del vertice la prospettiva di ottenere un accordo sul clima era ritenuta piuttosto improbabile.

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Durante il weekend il Financial Times riportava che anche il governo italiano avrebbe cercato di vincolare i leader del G20 per il 2050. Si pensava in proposito alla possibilità che il premier italiano riuscisse a ottenere anche un obiettivo condiviso più concreto e vicino (30% entro il 2030). Per ulteriori novità sul tema del clima sarà necessario, quindi, attendere i negoziati alla COP26, la conferenza annuale sul clima dell’ONU iniziata a Glasgow.

 

 

Francesco Maria Trinchese

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