Green Pass obbligatorio, Salvini: “Non è normale lasciare a casa 4 milioni di lavoratori”

Matteo Salvini continua la sua battaglia contro l’obbligo del Green Pass per i lavoratori, che entrerà definitivamente in vigore il prossimo venerdì 15 ottobre. Al tempo stesso, tuttavia, il leader della Lega si oppone agli atti di violenza nelle proteste di Roma e, in particolare, si scaglia contro gli esponenti di Forza Nuova, tra cui il leader Giuliano Castellino. Il numero uno del Carroccio ne ha parlato in un’intervista a Quarta Repubblica.

Matteo Salvini, leader della Lega – meteoweek.com

Da venerdì 15 ottobre, come da nuovo decreto, scatterà l’obbligo del Green Pass per i dipendenti, pubblici e privati. Coloro che non sono vaccinati contro il Covid-19 e non sono disposti ad effettuare il tampone rapido o molecolare ogni 48/72 ore saranno costretti a rimanere a casa. Matteo Salvini da tempo si batte affinché ciò non avvenga. Il leader della Lega ha ribadito la sua opinione nel corso della puntata di ieri sera di Quarta Repubblica, in onda su Rete 4. “Lasciare a casa 4 milioni di lavoratrici e lavoratori da venerdì solo perché non hanno un certificato non è normale”, ha detto. E, in tal senso, spinge affinché si possa trovare una soluzione alternativa rispetto a quella che a breve entrerà in vigore. Il Governo, tuttavia, al momento non sembrerebbe essere intenzionato a cambiare idea in tempi brevi.

Leggi anche -> Mozione contro Forza Nuova, Azzariti: “Partito che usa violenza si può sciogliere”

Matteo Salvini, al tempo stesso, è critico nei confronti di coloro che nei giorni scorsi, per protestare, sono scesi in piazza e hanno compiuto atti violenti, tra cui l’assalto alla sede delle Cigl di Roma. Tra questi ci sono anche i principali esponenti di Forza Nuova. “Qualcuno non ha fatto il suo mestiere, o il Ministro dell’Interno non sapeva che Castellino era pericoloso e questo sarebbe un problema o ha lasciato che fosse lì. Quel personaggio non doveva essere nemmeno lì. Io ricordo che il signore in questione aveva il Daspo e non poteva andare allo stadio per cinque anni, era stato giudicato pericoloso dal tribunale di Roma, aveva il braccialetto elettronico ed era lì”. E ha concluso: “Noi invece di parlare dei problemi dell’Italia siamo qui a parlare del fascismo. Viene il dubbio che a qualcuno convenga parlare di questo, anziché parlare dei problemi della città, dei problemi che porterà il Green pass sui posti di lavoro”.

Chiara Ferrara

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