Centri commerciali chiusi, l’appello di 780 mila dipendenti

Centri commerciali chiusi, l’appello di 780 mila dipendenti

Dopo l’ultimo Dpcm, che ha imposto, tra le nuove misure per arginare i contagi da Covid, la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, è stato chiesto “con urgenza” un intervento che modifichi le norme “per assicurare la sopravvivenza dei punti vendita presenti nei 1.300 centri commerciali in Italia”.

Centri commerciali chiusi, l’appello di 780 mila dipendenti

“Nei giorni festivi e prefestivi di dicembre non si possono comprare i regali di Natale nei centri commerciali. Perché? I negozi dei centri commerciali sono sicuri quanto quelli dei centri cittadini”: inizia così l’intervento che sei tra le associazioni più rappresentative del commercio hanno pubblicato a pagamento sulle principali testate giornalistiche in edicola oggi. Un’intera pagina con la foto di un ingresso ai negozi con la saracinesca abbassata. E nel titolo un grosso “Perché” in evidenza. La domanda è rivolta al Governo che nell’ultimo Dpcm ha imposto, tra le nuove misure per arginare i contagi da Covid, la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi nel periodo delle feste di Natale. Misure a cui Confcommercio, Coop, Ancd, Consiglio nazionale dei Centri commerciali (Cncc), Federdistribuzione e Confimprese si sono opposti.

Centri commerciali chiusi, l’appello di 780 mila dipendenti
Intervento delle Associazioni del commercio

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Ciò che le Associazioni sottolineano è l’investimento fatto su oltre 40.000 punti vendita al fine di garantire il rispetto delle norme anti-Covid: “Per garantire la sicurezza, abbiamo investito su tutti i nostri 40.000 punti vendita, con l’aiuto e il massimo impegno di chi ci lavora. Perché, allora, si toglie alle persone il diritto di scegliere dove andare a fare i propri acquisti?”. Da qui la richiesta “con urgenza” di un intervento che modifichi le norme “per assicurare la sopravvivenza dei punti vendita presenti nei 1.300 centri commerciali in Italia che danno lavoro a 780.000 persone“.