Nonni, zii, parenti: quelli che a Natale saranno lontani e soli

Sarà un Natale in solitudine per tutti coloro che, causa nuovo Decreto, non potranno ricongiungersi con i propri familiari. 

E’ arrivato ieri l’annuncio di un nuovo Decreto per il periodo natalizio. Tra le misure previste per contenere la curva di contagio da Coronavirus, le limitazioni agli spostamenti tra Regioni, anche da gialla a gialla, dal 20 dicembre fino al 6 gennaio. Potrà muoversi solo chi ha residenza o domicilio, ma non per raggiungere parenti lontani. Per questo, molte persone resteranno sole e trascorreranno le feste nel modo peggiore possibile. Lontano dagli affetti, dalle proprie famiglie, dai propri cari.

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Secondo i dati Ista, sono più di tre milioni gli anziani che vivono da soli e che rischiano di dover festeggiare il Natale 2020 e il Capodanno in casa L’istituto di statistica, lo scorso aprile, ha fatto il punto sulla popolazione anziana del nostro Paese. E’ emerso che sono 7.058.755 gli anziani con 75 anni e più che risiedono in Italia, di cui il 60% è composto da donne. Quasi la metà delle donne di 75 anni vive da sola, il 29% in coppia. Viceversa, il 21,7% degli uomini vive solo e il 68% in coppia. Ma veniamo al punto: il 51% vive a una distanza di non oltre un Km dal figlio più vicino e il 20% ci vive insieme. L’8,9% non ha figli e vive solo e lo 0,9% ha figli lontani all’estero.

Non essendo però possibili i ricongiungimenti familiari, i nonni rischiano di restare soli a Natale e a Capodanno. Ma c’è alternativa? “Credo che laddove non ci siano particolari condizioni di fragilità, seguendo tutte le regole, sempre indossando mascherine, magari per un tempo breve, sia possibile incontrarsi. Dove invece, o per lontananza, o perché ci sono anziani in condizioni di grave fragilità, non sia possibile incontrarsi, allora bisogna puntare a fare un Natale alternativo”, ha riferito a Repubblica Antonietta Albanese, docente di Psicologia alla Statale di Milano e fondatrice del Laboratorio interuniversitario di incontri generazionali. Certo, la tecnologia può servire a qualcosa, ad esempio condividendo la cena a distanza, telefonandosi. Ma…non sarà la stessa cosa.

 

Chiara Feleppa

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