Dpcm Natale, stop ai brindisi di fine anno: quanto costerà all’Italia?

Dpcm Natale, stop ai brindisi di fine anno: quanto costerà all'Italia? - www.meteoweek.com - Credit: Pixabay
Il nuovo Dpcm proibirà le feste di Capodanno, quindi i brindisi di fine anno: per Confindustria l’Italia subirà una perdita di 1,4 miliardi.

Una perdita complessiva di 1,4 miliardi di Euro. È la stima di Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, sullo stop alle feste di Capodanno e quindi dei brindisi di fine anno. Tra il coprifuoco che scatterà alle 22, i ristoranti che rimarranno chiusi anche all’interno degli alberghi e i limiti agli inviti nelle case private, l’industria italiana di vino e spumanti subirà un crollo del 40 per cento.
Il limite di 6 invitati non conviventi nelle case
Stando all’indagine condotta dalla Coldiretti dall’Istituto Ixè, nel 2019 gli italiani hanno festeggiato Natale e Capodanno con pranzi e cenoni da 9 persone in media. Quest’anno, invece, il limite a 6 che probabilmente imporrà il Governo abbassa di – almeno – un terzo il numero dei partecipanti. Per questo a pesare sulla domanda di spumanti e vino italiani – nel periodo delle festività natalizie – non sarà solo la chiusura di ristoranti e locali pubblici, ma soprattutto il divieto di organizzare le feste private e i tradizionali veglioni di fine anno.
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Il settore più colpito
Le perdite in Italia
Il settore del vino e degli spumanti, dunque, sarà quello più colpito a tavola dalle limitazioni dei festeggiamenti nelle case degli italiani. “Il risultato – è scritto sul sito della Coldiretti – è un taglio netto dei consumi rispetto ai circa 74 milioni di tappi di spumante stappati solo in Italia per le feste di fine anno nel 2019″.
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Le perdite nelle esportazioni all’estero
E non solo. La situazione peggiora drasticamente se si prendono in considerazione anche le attività di quei Paesi che per le feste di solito importano vino e spumanti tricolori e che quest’anno invece resteranno chiuse. Per l’Italia il 2020 si chiuderà con un taglio stimato pari al 4,6 per cento delle esportazioni di vino e bollicine rispetto all’anno precedente. I due principali consumatori di vino all’estero, Germania e Stati Uniti, diminuiranno le richieste rispettivamente del 3 per cento e del 2 per cento. Ad essere danneggiata – sottolinea ancora la Coldiretti – è soprattutto la vendita di vini di alta qualità che trova un mercato privilegiato di sbocco in bar, alberghi e ristoranti.
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La campagna della Coldiretti
Per questo motivo a livello nazionale la Coldiretti è attualmente impegnata nella campagna #iobevoitaliano. L’obiettivo è promuovere gli acquisti, ma – ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – “serve anche sostenere le imprese con massicci investimenti pubblici e privati anche per la ripresa delle esportazioni con il vino che rappresenta un elemento di traino dell’intero Made in Italy sui mercati mondiali”. Per concludere, Prandolini ha sostenuto l’esigenza di “un piano strategico per l’internazionalizzazione necessaria per sostenere la ripresa”.
