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Qantas annuncia: passeggeri stranieri dovranno fare vaccino anti-Covid prima di volare con noi. Ma è già polemica
Nei prossimi mesi, con molta probabilità, per andare in Australia si dovranno portare con sé passaporto, visto e certificato che attesta di essersi vaccinati contro il Covid. Lo hanno annunciato l’ad di Qantas, principale compagnia aerea australiana del Paese e il ministro della Salute di Canberra. Tuttavia, questo atteggiamento potrebbe rivelarsi controproducente e non incontra l’assenso di tutti.
Intervistato da Channel Nine Alan Joyce, ad di Qantas, ha detto che per i viaggiatori internazionali sarà necessario essere vaccinati contro il Covid-19 per volare con la loro compagnia “Una volta che il vaccino sarà disponibile al pubblico cambieremo le nostre condizioni generali di trasporto. Ai passeggeri stranieri chiederemo di aver fatto il vaccino prima di entrare nei nostri aerei”, spiega Joyce. “Pensiamo sia una decisione necessaria e penso che sarà un argomento di discussione con gli altri colleghi in giro per il mondo”.
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Alla voce di Joyce si aggiunge quella del ministro australiano della Salute Greg Hunt che in tv ha sostenuto che “per entrare nel nostro Paese la vaccinazione sarà una condizione necessaria in alternativa alla quarantena di due settimane. Ci aspettiamo che le persone che arriveranno in Australia mentre il Covid-19 continua ad essere una malattia significativa nel mondo, siano vaccinati oppure vadano in isolamento”. In Australia il totale dei casi è di 27.854 e 907 morti.
Naturalmente non tutti concordano con l’ idea di Alan Joyce. Ryanair e Lufthansa hanno fatto capire di non essere d’accordo con l’obbligo di vaccinazione come condizione indispensabile per salire a bordo di un aereo. L’ad di Ryanair Michael O’Leary ha detto che tutto ciò avrebbe un certo impatto sulla libertà di circolazione come previsto dalle norme Ue. A detta della Iata sarebbe meglio adottare un sistema di screening. “Quello australiano potrebbe non funzionare in altre aree“, ha detto Alexandre de Juniac della Iata. “Non soltanto perché vieterebbe a diverse persone di spostarsi, ma anche perché la disponibilità del vaccino non sarà omogenea in tutto il mondo“.
La controproposto di de Juniac è di eseguire test rapidi in aeroporto, in partenza e in arrivo, “cosa che farebbe riaprire subito le frontiere e ripartire i viaggi internazionali, senza aspettare che i vaccini siano approvati, distribuiti nei Paesi e poi somministrati alla popolazione“.
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