La Commissione Ue propone un piano d’azione per l’integrazione dei cittadini dei Paesi terzi, puntando su istruzione e formazione.
La Commissione collaborerà con datori di lavoro e parti sociali per promuovere l’integrazione sul mercato del lavoro; per sostenere l’imprenditorialità; per agevolare il riconoscimento e la valutazione delle competenze di ciascun migrante.
Una politica inclusiva a 30 grandi, che permetta l’accesso ai servizi sanitari e agli alloggi a
prezzi accessibili. Da dove arriveranno, quindi, i finanziamenti? Dal Fondo europeo di
sviluppo regionale; dal Fondo sociale europeo Plus; dal Fondo Asilo e migrazione; dal programma InvestEU. Proprio la Commissione europea ha proposto tempo fa uno stanziamento totale di 40,62 miliardi di euro nei prossimi sette anni da usare in programmi di accoglienza e asilo. Alcune associazioni hanno fatto però notare che “circa il 75% del bilancio Ue in materia di migrazione e asilo sarebbe destinato ai rimpatri, alla gestione delle frontiere e all’esternalizzazione dei controlli”. Un approccio non sufficiente e che va a discapito dell’asilo e dei programmi di integrazione all’interno degli Stati membri, fermi al 25% delle somme dedicate al capitolo di spesa.
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