Nonostante sia scomparso da più di 10 anni, il mito di Michael Jackson è più vivo che mai! E oggi spunta anche un diario segreto, che sta incuriosendo – e non poco – gli addetti ai lavori e ovviamente i suoi numerosissimi fan, sparsi in tutto il mondo.
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Non c’è pace per Michael Jackson, sebbene il divo sia scomparso da più di 10 anni, chiacchiere, gossip e notizie piuttosto gustose che riguardano per lo più la sua vita privata, continuano a circolare in Rete e sui tabloid internazionali. E mentre i parenti litigano tra di loro per contendersi le varie eredità, ecco che spuntano stralci di un suo diario segreto per la gioia degli addetti ai lavori e dei suoi fan, sparsi in tutto il mondo.
In queste pagine, scritte personalmente a mano dalla stessa popstar, possiamo leggere le sue emozioni e i suoi desideri più intimi, comprese le sue svariate e più sfrenate ambizioni. A rivelarcelo è il The Mirror, che per prima cosa ha voluto sottolineare che il divo del pop possedesse una vera e autentica ossessione professionale artistica, che poi riuscì solo in parte a soddisfare. Quale?
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Quella di diventare “il primo intrattenitore – attore- regista- multimiliardario”. Ma se a livello musicale lo conosciamo praticamente tutti, a livello attoriale molto meno: tuttavia, leggendo sempre le famose “sudate carte”, pare che poco prima di morire, l’artista stesse pianificando di diventare un attore e di esibirsi poi in alcuni concerti a Las Vegas. In pratica lui voleva realmente diventare un highlander, o ancora una sorta di icona senza tempo, come due miti della sua giovinezza: Charlie Chaplin e Walt Disney.
E poi, a livello economico sognava di guadagnare 20 milioni di dollari a settimana e di collaborare attivamente con il mitico Cirque Du Soleil. Dulcis in fundo stava anche trattando per un bel contratto con la Nike e per prendere parte ad alcuni film hollywoodiani.
Ma una domanda ora nasce spontanea: come avrebbe fatto Michael a guadagnare cifre così elevate? Lo avrebbe fatto diventando in pratica una sorta di merchandising vivente e firmando remake di grandi e intramontabili classici come Il Settimo Viaggio di Sinbad e Le Ventimila Leghe Sotto I Mari.
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Queste e molte altre dichiarazioni sui generis trovano anche ampio spazio nel libro scritto da Dylan Howard, intitolato Bed. Money. Power. Betrial – Never Before Revealed Evidence & Police Files.
Sempre per rimanere in ambito economico, l’artista scrisse nel suo diario: “Voglio firmare solo assegni sopra i 5000 dollari.”
E a testimonianza del fatto che -in realtà- non si fidasse più di manager e consulenti che da tempo collaboravano con lui, ha aggiunto: “Voglio assumere un commercialista e un avvocato di cui mi fido!”. Pare che all’epoca la star sospettasse del manager Toham R. Thoam, tant’è che non lo voleva nemmeno più a casa sua e sul suo aereo personale!
Ma la vera ciliegina sulla torta presente in questo diario, è il racconto del suo uso esagerato di antidolorifici, che però non avevano alcun effetto su di lui: era infatti diventato insensibile verso le medicine a tal punto di chiedere espressamente che queste gli venissero somministrare solo ed esclusivamente per via endovenosa. E fu proprio questo l’errore che gli fu fatale che gli costò la vita.
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