Una donna di Treviso è stata sorpresa a rubare insieme a una banda, nonostante percepisca un reddito di cittadinanza di 800 euro al mese. La 35enne arrotondava il cospicuo assegno con i furti.
Un blitz dei carabinieri di Sedico, in attività congiunta con il nucleo Investigativo dell’Arma e il nucleo Operativo e Radio mobile di Belluno, domenica ha permesso di fermare una banda di ladri composta da quattro giostrai trevigiani. Nel gruppo di nomadi c’era anche una donna, che è stata sorpresa a uscire dal cortile di una abitazione molto frettolosamente. Dalle indagini è emerso che la trentacinquenne, S. L., percepiva anche il reddito di cittadinanza. Un assegno da oltre 800 euro al mese che, a quanto pare, non era sufficiente alla donna, la quale arrotondava con i furti.
La banda di ladri era composta da quattro giostrai: V.L., 54 anni, S.L. 35 anni (l’unica donna del gruppo), B.B., 33 anni e A.L., 30 anni, tutti residenti tra Villorba, Paese e Treviso. Erano soliti aggirarsi per le vie minori dei paesi e nelle frazioni più piccoli, al fine di non essere notati. La loro auto, tuttavia, era stata segnalata più volte ai Carabinieri, prima a Ponte e poi a Belluno. Domenica, finalmente, le forze dell’ordine sono riusciti a coglierli in flagranza. Intorno alle 10.00 la vettura si trovava parcheggiata in via Safforze con un uomo alla guida, mentre gli altri due erano nelle vicinanze a vigilare la zona. La donna, intanto, era entrata nell’abitazione di una anziana per mettere a segno il furto. I poliziotti in borghese, quando l’hanno beccata a fuggire dal cortile, hanno bloccato lei e il resto della banda.
I quattro ladri, sottoposti a perquisizione, avevano con sé cacciaviti e grimaldelli che utilizzavano per compiere i furti. Essi sono stati sequestrati. La donna, inoltre, oltre alla refurtiva, era in possesso di un ciondolo che era stato rubato a fine ottobre in una abitazione di Pordenone. La trentacinquenne, per questa ragione, è accusata anche di ricettazione. L’intera banda di giostrai è invece accusata di tentato furto, ma domenica pomeriggio stesso è stata rilasciata e adesso si trova a piede libero. La polizia, intanto, è alla ricerca di un altro gruppo di malviventi, che nella stessa giornata hanno messo a segno un altro colpo a Sedico. Le bande che fanno razzia nel trevigiano, dunque, sarebbero due.
La donna della banda, S. L., era l’unica a percepire il reddito di cittadinanza. La trentacinquenne arrotondava l’assegno di oltre 800 euro ricevuto da parte dello Stato con i bottini dei furti. Per lei, in tal senso, non si avrà nessuna sanzione. Anzi, potrebbe continuare a ricevere il contributo.
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La richiesta per il reddito di cittadinanza, infatti, può essere presentata anche se il soggetto ha precedenti penali per reati comuni, tra cui proprio il furto e la ricettazione. Ad inibire l’accettazione del contributo sono soltanto i reati gravi, come quelli legati alla criminalità organizzata e al terrorismo, nonché la truffa. Nulla di illegale, dunque, almeno sulla carta, se la donna arrotondava l’assegno con i bottini derivanti dai furti.
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