Covid, tutti positivi i carabinieri in servizio nella zona rossa di Mezzojuso

Situazione critica quella venutasi a creare a Mezzojuso, dove tutti i carabinieri in servizio sono risultati positivi. Arrivano, allora, i rinforzi da Palermo: il comando provinciale avrebbe inviato un’unità mobile dal capoluogo. 

(Foto di Filippo Monteforte, da Getty Images)

Si trova in grave difficoltà la stazione dei carabinieri di Mezzojuso, nella quale la totalità degli agenti in servizio è risultata positiva al coronavirus. Su un totale di 3mila abitanti, i contagiati sono ormai 40. Numeri che hanno spinto la regione a dichiarare il paese zona rossa. Da qui la decisione di isolare il Comune fino al 24 ottobre. Intanto ci si organizza anche attraverso una riunione centro operativo comunale per predisporre gli ultimi adempimenti. Per questo arrivano i rinforzi dal capoluogo: il comando provinciale avrebbe inviato un’unità mobile da Palermo, per sostituire gli agenti positivi. Rinforzi di cui il paese ha estremo bisogno, in un momento in cui tutte le forze dell’ordine e tutti gli organi preposti sono dispiegati per controllare il rispetto della zona rossa. Tra le misure applicate a tappeto: dipendenti comunali in smart working e scuole chiuse. Resta la possibilità, per i residenti, di uscire di casa solo una volta al giorno per fare la spesa, salvo comprovate esigenze di lavoro o di salute.


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In zona rossa anche Sambuca di Sicilia

In Sicilia, oltre a Mezzojuso, è scattata anche una seconda zona rossa, a Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento. La decisione, anche in questo caso, è da ricollegare alla volontà del presidente della Regione Nello Musumeci, che ha preso atto delle informazioni riportate dalle aziende sanitarie provinciali competenti. Sambuca resterà zona rossa almeno fino al 7 novembre. Anche in questo caso, le regole sono sempre le stesse: sono vietati gli spostamenti “fatta eccezione per indifferibili esigenze lavorative o situazioni di necessità e motivi di salute, ma anche per l’acquisto o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessità, per una sola volta al giorno”. Chiusi anche musei e biblioteche, vietate le feste private di qualunque tipo, le manifestazioni pubbliche e le cerimonie religiose.


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Poi la nota della regione specifica: “Nei due paesi è consentito il transito, dai rispettivi territori comunali, per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni e/o servizi essenziali. E’ è consentita la circolazione dei residenti o domiciliati (anche di fatto) nei Comuni interessati, esclusivamente per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante, purché condotti a titolo individuale”.

Alice De Gregoriis

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