Arrivano le prime direttive sulla prossima manovra di bilancio, i cui dettagli saranno noti solo tra dieci giorni. Intanto, però, resta indicativa la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, già approvata dal consiglio dei ministri. Le risorse saranno reperite principalmente dal ricorso al deficit e al Recovery Fund. Poi il presunto taglio della spesa, ma Gualtieri specifica: si tratta piuttosto di riqualificazione della spesa.
Tante le indicazioni fornite dalla lettura della Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef) già approvata dal Consiglio dei ministri. Nella nota, infatti, è possibile individuare gli interventi cardine che il Governo ha deciso di mettere in campo per reperire le risorse. L’idea sarebbe più o meno questa: le risorse arriverebbero principalmente da un aumento del deficit e dall’accesso al Recovery Fund, ma il Governo ha intenzione di attivare anche una serie di altre misure trasversali, tra cui il contrasto all’evasione attraverso un minor uso del contante, la cancellazione di sussidi ambientali ritenuti dannosi e “la rimodulazione di alcuni fondi di investimento e l’avvio di un programma di revisione e riqualificazione della spesa della pubblica amministrazione”. Stando a quanto ribadito dal ministro dell’Economia Gualtieri non si tratterebbe di tagli, ma di una riqualificazione della spesa, ovvero un taglio delle spese superflue che a lungo termine dovrebbe produrre risparmi.
In base a quanto anticipato, resta in attesa l’eventuale assegno universale per i figli. Il provvedimento dovrebbe garantire un contributo mensile fino a 200 euro a figlio, un contributo che viene calcolato in base all’Isee e che subentrerebbe a tutti i bonus fino ad ora ancora attivi. Il provvedimento necessiterebbe l’impiego di almeno 6 miliardi. Tuttavia sembra proprio che la misura dovrà aspettare ancora: lo stallo al Senato e la necessità di ulteriori risorse per esser applicata porterebbero a un inevitabile slittamento della misura. Quelle risorse, infatti, al momento non ci sono. Si prevede, nella migliore delle ipotesi, un’applicazione della misura a metà anno, ma si tratta, appunto, di un’ipotesi ottimistica (l’assegno potrebbe slittare addirittura al 2022). Ad entrare nel ventaglio delle priorità da finanziare, invece, una serie di elementi. Si va dal sostegno ai settori più colpiti dall’emergenza Covid al rifinanziamento di fondi come quello per le crisi d’impresa, stando a quanto riportato dal Messaggero. Inoltre il Governo prevede di riconfermare due misure: il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e la decontribuzione al Sud.
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Prevista, invece, una legge delega creata ad hoc per la riforma fiscale, che andrà a braccetto con una decisa azione di contrasto all’evazione, spiega il ministro Gualtieri. Questa decisa azione consisterà soprattutto negli incentivi all’utilizzo di pagamenti elettronici. Il tutto permetterebbe un guadagno di risorse da reinvestire per la riduzione della pressione fiscale sui cittadini. Insomma, il tentativo è di far pagare veramente tutti per pagare tutti meno. Sono queste le misure a cui si lega il progetto generale della prossima legge di Bilancio, che punta a creare un effetto espansivo della portata di 36 miliardi di euro (22 miliardi da un aumento del deficit e 14 da risorse europee a fondo perduto). Intanto il documento cerca di fare i conti con le risorse a fondo perduto messe a disposizione dal Next Generation Eu, calcolando come distribuire i 14 miliardi che l’Italia dovrebbe ricevere. In aggiunta a tutto ciò, il Governo ha deciso di programmare il ricorso a 11 miliardi di prestiti, che andranno restituiti con gli interessi, a differenza delle sovvenzioni.
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