Covid, uno dei vaccini più promettenti è alla fase finale di test clinici

Johnson & Johnson, avviata l'ultima fase di sperimentazione del vaccino contro il Covid - foto via The New York Times
Johnson & Johnson ha avviato l’ultima fase di sperimentazione del suo vaccino contro il Covid. Si tratta di uno dei vaccini più promettenti al momento in sviluppo. Nel frattempo, Trump preme per l’approvazione del farmaco entro le elezioni presidenziali.

Continua la corsa al vaccino, in questo 2020 martoriato dalla pandemia di coronavirus. Come si apprende, la multinazionale statunitense Johnson & Johnson ha da poco avviato la fase finale di test clinici sul proprio vaccino sperimentale – uno dei più promettenti attualmente in sperimentazione. Sebbene sia stato riscontrato qualche lieve ritardo sulla tabella di marcia, la fase 3 organizzata dalla multinazionale americana è la più grande rispetto alle concorrenti, dato che conta circa 60mila volontari. E anche se al momento non è possibile stabilire con certezza quando si potranno ottenere i risultati, Johnson & Johnson avanza che già entro la fine di quest’anno sarà possibile stabilire l’efficacia o meno del vaccino.
Covid, la corsa al vaccino entro la fine dell’anno
Il coronavirus sta tenendo impegnate aziende e gruppi di ricerca di ogni parte del mondo, tutti con l’intendo di lanciare sul mercato delle dosi di vaccino quanto prima. Al momento, una decina di lavori sperimentali hanno già superato le sperimentazioni cliniche della fase 1 e 2. Anche quello di Johnson & Johnson è tra questi, e si sta perciò avviando alla fase 3 – stadio che prevede invece test clinici su larga scala, atti a valutare sia l’affidabilità sia l’effettiva capacità di suscitare una risposta e una memoria immunitaria nei pazienti.
Come spiegato da The New York Times, il vaccino sperimentale di Johnson & Johnson utilizza un adenovirus per trasportare un gene del coronavirus nelle cellule umane. La cellula è in grado quindi di produrre delle proteine del coronavirus, ma non di replicare il coronavirus stesso. Queste proteine possono potenzialmente innescare il sistema immunitario per combattere una successiva infezione da parte del virus.
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Il presidente uscente Donald Trump ha più volte affermato che prima del 3 novembre, giorno delle elezioni presidenziali, sarà pronto un vaccino contro il coronavirus. Un atteggiamento, quello di Trump, che porta con sé anche tanto scetticismo, se non addirittura il timore che le autorità e le multinazionali impegnate sulla sperimentazione e sulla regolamentazione delle dosi possano accelerare il processo di approvazione a scapito del processo di controllo.
Non a caso, di recente il presidente aveva lasciato su Twitter un post con scritto “La FDA deve muoversi in fretta!”, facendo dunque riferimento alla Food and Drug Administration – l’agenzia federale che si occupa di approvare i nuovi farmaci. Del resto, il programma “Operation Warp Speed” del governo ha investito ad oggi più di 10 miliardi di dollari in vaccini contro il coronavirus prodotti da società private. Tra questi 10 miliardi si contano anche l’ammontare di 1,5 miliardi di dollari dati a Johnson & Johnson per sviluppare e produrre il suo vaccino.