Pinguino trovato morto sulla spiaggia: nello stomaco una mascherina chirurgica

pinguino morto mascherina - foto via
Un esemplare di pinguino di Magellano è stato ritrovato morto, in Brasile, dopo aver ingoiato una mascherina chirurgica. Forte l’appello dell’Instituto Argonauta: è emergenza ambientale, serve la sensibilizzazione della popolazione sul tema rifiuti.

Una scoperta drammatica, quella avvenuta a Sao Sebastiao, sulla spiaggia dello stato brasiliano di San Paolo. Un pinguino di Magellano è stato ritrovato morto diversi giorni fa dopo aver ingoiato una mascherina. Come spiegato dalle fonti, a riportare la notizia è stato l’Instituto Argonauta, ente responsabile del controllo del litorale, tramite un post lasciato su Facebook.
Il team di ricerca dell’istituto ha trovato il corpo dell’esemplare morto sulla spiaggia il 9 settembre scorso. Le condizioni in cui l’animale versava, hanno spiegato gli esperti, erano drammatiche: l’esemplare era infatti molto più magro del normale e, a seguito dell’autopsia, oltre al dispositivo di protezione (una mascherina del tipo N95) nel suo stomaco è stata ritrovata una grande quantità di sabbia.
Il pinguino potrebbe aver ingoiato la mascherina, scambiandola per cibo, dopo le festività del 7 settembre. Proprio quel giorno, infatti, la spiaggia (così come in generale tutta l’area circostante) era molto affollata, e il dispositivo di protezione potrebbe essere stato gettato via da uno dei partecipanti all’evento. Del resto, come spiega ancora l’Istituto, i ricercatori hanno trovato ben 113 mascherine abbandonate sulle spiagge della costa settentrionale di San Paolo soltanto tra il 16 aprile e il 13 settembre.
Emergenza ambientale, l’appello degli enti
La pandemia da Covid-19, oltre a provocare gravi danni economico-sanitari in tutto il mondo, è tuttavia causa anche di una pericolosa emergenza ambientale. Il problema principale – e questo lo mostra chiaramente il triste episodio legato alla morte del pinguino – è lo smaltimento di quei milioni di mascherine utilizzate per scongiurare il contagio, ma che possono essere estremante pericolose per gli animali quando vengono disperse nell’ambiente.
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Risuona forte, allora, l’appello dell’organizzazione brasiliana. “Riteniamo che la mancanza di sensibilizzazione della popolazione sulla questione rifiuti sia una problematica che vada affrontata in modo efficiente in ogni livello”, ha spiegato il presidente dell’istituto, l’oceanografo Hugo Gallo Neto. “Un’informazione che parte con i bambini a scuola, e che dovrebbe prevedere la creazione di una legislazione più severa per impedire alle persone di lasciare spazzatura ovunque”.