In quarantena su un pullman: per i migranti non c’è altro posto

Un nutrito gruppo di richiedenti asilo costretti a trascorrere la quarantena su un pullman: avviene ad Udine, dove non si riesce, incredibilmente, a trovare posto a queste persone.

Non sapevano letteralmente dove metterli, e li hanno lasciati su un pullman. Per le autorità di Udine non è stato possibile trovare una sistemazione per i migranti arrivati dalla rotta balcanica: l’ex caserma Cavarzerani era già affollata oltre il limite della capienza, e nessuno era disposto ad accoglierne altri. Quindi, alla fine, li hanno messi a fare la quarantena sui pullman. Una scelta che avviene in una città governata dalla Lega, in una regione in cui la Lega comanda altresì. Da quasi una settimana un gruppo di richiedenti asilo sta vivendo su dei bus messi a disposizione dalla prefettura: ci dormono, ci mangiano, utilizzano un paio di bagni chimici per le loro esigenze, si lavano con un tubo dell’acqua fornito dalla Caritas. Sopravvivono in attesa che passino i quattordici giorni di quarantena. Sono controllati da poliziotti e da personale della protezione civile, per impedire che fuggano. Attendono, non possono fare altro.

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“È una soluzione temporanea di emergenza, si difende il prefetto di Udine, Angelo Ciuni. “Siamo alla ricerca di luoghi in cui accogliere i profughi, andrebbe bene un piccolo albergo dismesso o una scuola non più utilizzata, va bene anche un capannone con i servizi principali. Il problema è che non stiamo trovando disponibilità. All’inzio i migranti erano una settantina, su tre bus parcheggiati sul sagrato del Santuario della Madonna Missionaria a Tricesimo, un comune a nord di Udine. Dopo le proteste del sindaco, la carovana si è spostata a Udine, nelle vicinanze dell’ex ospedale psichiatrico a Sant’Osvaldo, adiacente al campo da cricket dove si allenano due squadre di pakistani e afghani nell’ambito di un progetto di integrazione finanziato da Unhcr-Intersos.  Per quaranta richiedenti asilo la prefettura ha trovato dei posti liberi grazie alla Caritas e allo svuotamento parziale della Cavarzerani (scesa a 234 ospiti). Rimangono due pullman con trenta migranti a bordo, divisi in gruppi a seconda del triage, comprensivo di tampone, cui sono stati sottoposti al momento del loro rintraccio in Italia. Finora non c’è stato alcun caso positivo. Abbiamo raggiunto il punto più basso che si poteva raggiungere, è vergognoso”, commenta Paola Tracogna, coordinatrice dell’associazione Ospiti in arrivo. “Dobbiamo fare i conti con una politica locale ostile all’accoglienza, ma si poteva trovare una sistemazione in tenda”. Da un mese e mezzo, a Udine e provincia viene registrata una media di 50 arrivi al giorno. Di questo parlerà la ministra dell’Interno Lamorgese, oggi in visita a Trieste.

Alessio Ramaccioni

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