Sanità, assunzioni via Skype e liste d’attesa più corte: il modello del Mauriziano di Torino

Medici assunti via Skype, con esami e visite lo stesso giorno: un modello che batte le liste d’attesa delle prestazioni, quello applicato al Mauriziano di Torino dal dottor Giuseppe Musumeci. 

liste d’attesa Mauriziano Torino – foto di archivio (via web)

Durante il periodo di lockdown e nel pieno contesto emergenziale dettato della pandemia, sono state tante le prestazioni annullate dall’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. Ma ora che è possibile tornare a dei ritmi meno concitati, il reparto di Cardiologia guidato dal dottor Giuseppe Musumeci ha applicato un modello di fondamentale efficienza.

A parlarne è lo stesso esperto, intervistato dai giornalisti de Il Corriere. Secondo quanto raccontato da Musumeci, l’imprescindibile premessa per la fruttuosa applicazione del modello gestionale della struttura torinese è stato principalmente il fatto di poter contare su cinque medici in più. Medici, questi, che sono stati assunti attraverso un concorso pubblico svoltosi tramite Skype.

“La direzione generale dell’azienda è stata brillante assumendo quei cinque colleghi”, ha infatti spiegato Musumesi ai giornalisti. Tramite la loro assunzione, il dottore è stato infatti in grado di poter applicare “un protocollo il cui punto principale è stato accorpare le prestazioni: visita più ecocardiogramma in una unica seduta con lo stesso cardiologo. In sostanza, il medico deve dare una diagnosi al paziente, senza che questo debba andate dal medico di famiglia e poi di nuovo in ospedale”. Un’organizzazione metodica, precisa e puntale, questa, che obbliga ovviamente a dedicare 20-30 minuti in più per paziente, e che conta soprattutto sulla gestione della coordinatrice infermieristica Flavia Bordino.

Tagli alle liste d’attesa, recupero delle prestazioni in due mesi

Ma un modello del genere ha già dimostrato di funzionare. “Abbiamo ridotto il numero di pazienti in lista d’attesa: alcuni sono passati dall’aspettare due prestazioni a una, il che si è rivelato anche una bella comodità. Nel frattempo abbiamo anche eliminato 13 visite a settimana, per un totale di 150 al mese, per il rinnovo dei piani terapeutici, che fino a fine agosto erano prorogati in automatico”, ha spiegato infatti il dottor Giuseppe Musumeci.

foto di archivio (via web)

I cinque ambulatori sono riusciti inoltre a visitare fino anche a 11 pazienti al giorno ciascuno, per un totale di 55 al dì. “Dall’11 al 18 maggio, abbiamo visitato solo i pazienti prenotati per quei giorni, dal 18 abbiamo iniziato a recuperare anche quelli avevano una visita compresa tra il 7 marzo e l’11 maggio, le cui prestazioni erano saltate”, spiega il direttore, che sottolinea come in poco più di due mesi sia stato possibile recuperare tutte le prestazioni precedentemente annullate.


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Ora le agende di prenotazione sono di nuovo aperte. Abbiamo otto prime visite cardiologiche al giorno, tre ecocardiogrammi e sei test da sforzo. Ma per ottobre-novembre vorrei aumentare ancora gli spazi per l’attività“, racconta fiducioso Musumeci. Ma non si sbilancia nel preventivare dove e come questo suo modello possa essere applicato: “Restando nel mio campo, senza voler insegnare nulla a nessuno, penso che dove c’è un unico reparto di Cardiologia, come alle Molinette, applicare il mio modello sia più semplice. Nella Asl, dove c’è un reparto al San Giovanni Bosco, uno al Maria Vittoria e uno al Martini, è più complicato”, ha infatti concluso il direttore.

Valeria Girardi

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