I contagiati nel mondo sono circa 22 milioni, mentre le vittime per Covid-19 si avvicinano a 780mila. Ma spesso la voglia di normalità supera la paura.
Nel frattempo però il Covid-19 continua a contagiare e a creare vittime. Di seguito una rapida sintesi della situazione nel mondo riguardo la pandemia.
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Mentre il ministro dell’Interno indiano, Amit Shah, annuncia che continuerà il suo lavoro in ospedale a causa dei leggeri ma persistenti sintomi dell’infezione, anche la premier finlandese accusa le prime avvisaglie del Covid. “Ho dei lievi sintomi respiratori. Faccio il test per il coronavirus e mi metto in quarantena”. Così Sana Marin annuncia su Twitter la sua decisione di praticare l’isolamento preventivo. Inoltre in Finlandia è scattato per la prima volta l’obbligo in indossare la mascherina in pubblico, dopo un’impennata di contagi.
Cresce la paura in Germania: i contagi sono passati da circa 2400 alla settimana registrati il mese scorso, a più di 8020 in sette giorni. Il centro epidemiologico tedesco Roberto Koch Institut, denuncia come in 24 ore si sono registrati 1390 nuovi contagi. La situazione tedesca spaventa l’intera Europa, che teme un ritorno obbligato al lockdown.
Lockdown che sarebbe auspicato anche in America. A dirlo è Deborah Birx, capo della task force anti-coronavirus, che afferma: “Avrei voluto che avessimo fatto come l’Italia quando siamo andati in lockdown”. Poi aggiunge, con un po’ di rammarico: “Quando l’Italia è stata chiusa alle persone non è stato permesso di uscire di casa… gli americani non reagiscono bene a questo tipo di divieti“.
Nel frattempo gli Usa riaprono i musei. Dopo il Metropolitan Museum of Art, è la volta del MoMa a New York, che riaprirà i battenti il 27 agosto. Sono previsti ingressi contingentati con un massimo di 100 persone presenti alla volta: il Moma riaprirà dunque al 25% della capienza. Inoltre la visita al museo sarà gratuita fino al 27 settembre grazie al contributo di un marchio di abbigliamento.
Volano parole di fuoco tra il presidente americano Trump e la premier neozelandese Jacinda Ardern. Durante un comizio in Minnesota Trump aveva parlato della Nuova Zelanda accusando il Paese di aver permesso una crescita esponenziale di contagi. Successivamente la premier Ardern ha commentato l’intervento di Trump definendo la sua accusa “completamente sbagliata”. “Chiunque stia seguendo i fatti – ha detto Ardern – con grande facilità vedrà che i nove casi di contagio al giorno non sono confrontabili con le decine di migliaia che si registrano negli Stati Uniti. Ovviamente è evidentemente sbagliato fare un tale confronto”.
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Infine torniamo dove tutto è cominciato: ad Wuhan. La città epicentro della pandemia torna (forse un po’ troppo) alla normalità. Le immagini di un gigantesco party al parco acquatico con migliaia di persone ammassate le une sulle altre svoltosi nel weekend sono state condivise sull’account Twitter di AFP news agency. Anche in Cina, come in gran parte del mondo, la voglia di normalità sembra superare la paura di un ritorno dei contagi.
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