Autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale, Morricone ha prestato la sua professionalità anche per film apparentemente insospettabili.
Ennio Morricone, il compositore a cui si devono colonne sonore leggendarie da Per un pugno di dollari a Mission, passando per C’era una volta in America e Nuovo cinema Paradiso, è morto all’età 91 anni a causa di complicazioni dopo una caduta che gli aveva procurato la rottura del femore. Lo ricordiamo attraverso cinque sue colonne sonore poco conosciute da riscoprire in tutta la loro bellezza ed avanguardia.
Ennio Morricone ha seguito sempre una regola nella sua lunghissima carriera: non trattare con i registi che arrivavano da lui dicendogli già cosa volevano. “Se un regista non ha la fiducia e non lascia al compositore che chiama la libertà di riflettere e proporre ma gli vuole imporre una cosa, allora non è il caso di lavorarci”, diceva. Unica eccezione fu Pier Paolo Pasolini, che, per Uccellacci e Uccellini, si presentò da lui con una lista delle cose da fare. Morricone rispose di non essere un adattatore e che quindi non avrebbe lavorato al film. Pasolini, allora, stracciò il foglio che aveva preparato e gli diede completa libertà.
Il Diabolik di Mario Bava è oggi considerato uno dei migliori film pop degli anni sessanta, una miscela perfetta di pop art, optical art, psichedelia e futurismo che ha influenzato anche opere successive come CQ di Roman Coppola. La colonna sonora del film, composta da Ennio Morricone, si adatta perfettamente al tono scelto da Bava, ma è rimasta per tantissimo tempo inedita. È stata pubblicata solamente nel 2001 in due diverse edizioni su CD dalle etichette Pallottola Foro e Sycodelic. Il brano Deep Down, interpretato da Christy (Maria Cristina Brancucci), fu pubblicato come lato B del singolo Amore amore amore amore, tratto dalla colonna sonora del film Un italiano in America.
“Chiesi a Carpenter, mentre stava già preparando la sua musica elettronica con un assistente per il montaggio del film, ‘Perché mi hai chiamato, se vuoi farlo da solo?’. Mi sorprese dicendomi: Mi sono sposato con la tua musica, ecco perché ti ho chiamato. Poi quando mi ha mostrato il film, non ci siamo scambiati idee. Fuggì, quasi vergognandosi di avermelo mostrato”. Con queste parole Morricone ricorda una delle lavorazioni più tribolate della sua carriera. Morricone compose una colonna sonora di circa un’ora rimasta in gran parte inutilizzata nel montaggio finale.
Con il regista Henri Verneuil, professionista navigato del cinema francese, Morricone aveva già avviato una consolidata collaborazione, inaugurata con I cannoni di San Sebastian e proseguita con Il clan dei siciliani, Gli scassinatori, Il serpente e I come Icaro. Quella de Il poliziotto della brigata criminale è una delle colonne sonore di Morricone meno conosciute, ma anche una delle più radicali e coraggiose. Tanto da essere riarrangiata anni dopo da John Zorn, con Tim Berne al sax e Arto Lindsay alla chitarra.
Morricone compose per lo sfortunato Mission to Mars di Brian De Palma una colonna sonora che evitava sistematicamente tutti i cliché della musica da cinema di fantascienza. Memorabile è la traccia del Sacrificio dell’eroe di 13 minuti, che accompagna per tredici minuti la fatidica passeggiata spaziale. Il brano inizia come un esercizio di tensione si sviluppa gradualmente in un terribile lamento.
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