Coronavirus, strage di anziani a Reggio Emilia, riesumate 18 salme, 5 gli indagati

La Procura di Reggio Emilia ha disposto la riesumazione di 18 anziani deceduti a causa del Covid nella casa di carità “San Giuseppe” di Montecchio Emilia.
La struttura si trova in una delle zone del Reggiano più colpite dalla pandemia, che in tutta la provincia, già lo scorso marzo, contava più di 160 vittime. Le salme verranno riesumate e saranno effettuate le autopsie. La notizia è stata diffusa dalla stampa locale. Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati dal pm Piera Giannusa con l’ipotesi di reato di omicidio colposo e delitto colposo contro la salute pubblica.
I cinque indagati
A ricevere gli avvisi di garanzia per i presunti fatti commessi dal primo febbraio all’undici di aprile, anche il parroco di Montecchio, don Angelo Orlandini di 60 anni. Fabrizio Bolondi, di 54 anni, il direttore della casa di carità. Beatrice Golinelli, di anni 47 dirigente, Andrea Muzzioli, 51 anni responsabile servizio di prevenzione e di protezione e il medico Paolo Formentini di anni 68.
Gli accertamenti in merito al focolaio
Attraverso i loro avvocati si sono dichiarati tutti estranei ai fatti. Secondo l’accusa, il focolaio si accese a causa di un anziano che, dopo essere stato ricoverato all’ospedale Franchini di Montecchio, venne portato alla casa della carità senza che nessuno si fosse accorto della sua positività al Covid. Per questa ragione la Magistratura vuole accertarsi che non vi siano state negligenze collegabili all’epidemia scatenatasi poi all’interno della struttura. L’inchiesta condotta dai Nas di Parma, ha circoscritto l’indagine su 18 decessi in particolare, tra i quali figura anche il vescovo emerito di Reggio Emilia, monsignor Giovanni Gibertini.