Bimba resta disabile per un intervento sbagliato: “Mai risarcita”

Bimba resta disabile per un intervento sbagliato: “Mai risarcita”

A police van enters a restricted entrance of the criminal court of Rome on February 26, 2020, during the trial of two Americans accused of killing a police officer in Rome last year. - Two US students appeared in an Italian court on February 26, 2020, on the first day of their trial over the fatal stabbing last year of a policeman during a botched drugs bust. Finnegan Lee Elder and Gabriel Natale-Hjorth are charged with killing newlywed Mario Cerciello Rega, 35, who was stabbed 11 times in July 2019. (Photo by Isabella BONOTTO / AFP) (Photo by ISABELLA BONOTTO/AFP via Getty Images)

Rimasta disabile a causa di un intervento per una malformazione cardiaca, secondo il legale, la bimba non sarebbe mai stata risarcita.

Bimba resta disabile per un intervento sbagliato: “Mai risarcita” – meteoweek

Una storia triste con un finale tragico: una bambina rimasta tetraplegica sorda e ipovedente a seguito di un intervento sbagliato non ha ancora ottenuto risarcimento, stando a quanto sostenuto dal suo avvocato: “Il problema oggi è poter curare la bimba e garantirle un’assistenza 24 ore su 24, ma dall’azienda ospedaliera non abbiamo ricevuto alcun riscontro alle richieste di risarcimento”, ha detto l’avvocato Mario Cicchetti. La storia risale al 2017, quando la bimba aveva tre mesi. Le è stata diagnosticata una disabilità “permanente” che, secondo la Procura milanese,
sarebbe stata causata da una somministrazione errata di farmaci da parte dei medici.
Per questa vicenda sono già a processo, davanti alla quinta sezione penale di Milano, due medici che erano di turno all’epoca nell’ospedale. Nella prima udienza, che si è tenuta nelle scorse settimane, il legale Cicchetti, che rappresenta i genitori della piccola, ha chiesto e ottenuto la citazione del gruppo San Donato come responsabile civile (si discuterà nell’udienza del 26 ottobre).

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La controparte non ha rilasciato dichiarazioni, ora si attende l’esito del processo, per sapere anche se e come ci sarà un risarcimento. “Abbiamo rivolto al San Donato – ha detto il legale – una prima richiesta di risarcimento danni il 25 ottobre dello scorso anno, ma non abbiamo avuto alcun riscontro e non ci sono stati forniti nemmeno gli estremi della compagnia di assicurazione”. Il padre e la madre, ha aggiunto l’avvocato, “hanno abbandonato il lavoro per assistere la figlia e si alternano con i nonni, 24 ore su 24. La piccola – ha concluso – ha bisogno di cure ad altissima specializzazione, il problema oggi è quello di poterla curare“.