LONDON - OCTOBER 07: In this photo illustration, a man looks at a graph representing the 12 month decline of the FTSE 100 share index on October 7, 2008 in London. Financial markets are still suffering large losses as the global banking crisis continued. (Photo by Peter Macdiarmid/Getty Images)
Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha lanciato un nuovo allarme per quanto riguarda il lavoro e le prospettive future italiane. “Si è sempre pensato che il lavoro avvenisse per decreto ma purtroppo l’economia è qualcos’altro”, ha sottolineato nel suo intervento tenuto a Fiera Milano.
A rischio ci sarebbero quasi un milione di posti di lavoro, ha affermato Carlo Bonomi in risposta al decreto Rilancio emesso dal presidente Giuseppe Conte. L’obiettivo è convincere il governo a sedersi al tavolo delle trattative con gli industriali che nel decreto hanno ottenuto l’azzeramento del saldo e acconto Irap di giugno. Sul tema delle risorse e del lavoro Bonomi si interroga a lungo, lasciando ampio spazio a commenti sulla classe politica vigente:
“Tutti pensano che ci sarà sempre uno Stato che interviene con sussidi a pioggia, con il mantenimento dei posti di lavoro, però le risorse non sono più infinite, sono finite da un pezzo. la classe politica ha zero strategia su dove andare e ha bisogno di qualcuno che la instradi e questo qualcuno potrebbe essere proprio Confindustria”, sottolinea Bonomi alla fine del suo discorso. L’imprenditore si concentra inoltre sui problemi legati al fisco, al rispetto delle norme e alle risorse a disposizione delle imprese. Il Paese deve ripartire e le risorse vanno liberate se non vogliamo andare a fondo lentamente.
La soluzione per gli industriali potrebbe essere una contrattazione tra settore pubblico e privato che si fonda sulla rivisitazione di tre grandi temi: le grandi opere, la riforma fiscale e un dialogo più flessibile. La soluzione è mettere insieme le energie migliori del paese per portare una soluzione alternativa a quella del Governo che, come afferma Bonomi “cerca di accontentare tutti con interventi a pioggia che però non funzionano”. Si rimarca poi il problema dei 172 miliardi a disposizione.
« Il punto è come arriveremo ad avere quei soldi e come saremo in grado di spenderli», ha concluso ricordando che il percorso per ottenerli sarà lungo «soggetto a tantissime contrattazioni e condizionalità».
L’intervento di Bonomi mette in luce anche lo stato drammatico dei settori della ristorazione e dell’ospitalità. L’economia italiana è in crisi e dobbiamo muoverci un passo alla volta. Il discorso continua con un grido di allarme, sempre con una nota di amaro in bocca per il Governo Conte, secondo lui poi efficiente:” «Abbiamo perso 34 miliardi di euro a causa dell’emergenza covid-19, 50mila imprese rischiano di rimanere chiuse e 350mila persone di restare per strada. Anche il settore turistico è deluso e gli imprenditori si sentono abbandonati”. Così conclude il presidente di Confindustria dopo aver criticato l’operato del governo e aver proposto una nuova forma di dialogo che includa le grandi imprese italiane.
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