“Rilancio di Alitalia? Pronto ad investire anche un miliardo!”

“Rilancio di Alitalia? Pronto ad investire anche un miliardo!”

German Efromovich

Germán Efromovich, ex proprietario del vettore sud americano Avianca, parla di Alitalia ed espone il “suo” progetto per ridarle competitività.

German Efromovich

Ridurre Alitalia ad una compagnia aerea regionale sarebbe un grave errore: anche perchè è un vettore che ha a disposizone ben due hub per il “lungo raggio”, Fiumicino e Malpensa. Germán Efromovich, l’ex patron del vettore sudamericano Avianca, torna ad occuparsi di Alitalia. Nel corso di una conferenza stampa telematica il numero uno di Synergy Group ha esposto alcune idee sulla nostra compagnia di bandiera, e lo fa con una dichiarazione che, se confermata, potrebbe essere clamorosa: «Sono pronto anche a mettere sul tavolo 1 miliardo di euro per rilanciarla». Anche di più se necessario, «ma è presto dare dettagli», dice. Prima bisogna guardare i numeri: tra la pandemia e la realtà economica e finanziaria di un asset che ancora non conosce bene, la situazione è troppo incerta. Di certo, l’impegno che il magnate immagina è superiore ai 200 milioni proposti a luglio 2019, che poi sono diventati 500-600 solo qualche settimana dopo.

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Per Efromovich, in ogni caso, i 3 miliardi che il governo ha stanziato per investirli nel progetto di rilancio sono tanti, troppo se l’idea è quella di rilanciarla come vettore regionale o addirittura low cost. Un approccio che lui reputa sbagliato, almeno da quel che emerge dalla conferenza stampa: sarebbe limitante per una compagnia che ha ben altre potenzialità, se ben sfruttate. E’ pronto, German Efromovich. Pronto a scendere in campo con partners pubblici o privati, ma ad una condizione: meno interferenze possibile su tutta la trattativa e la gestione. Sopratutto interferenze di natura politica.  Qualche giorno fa, per confermare le sue intenzioni, l’imprenditore ha inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e al commissario di Alitalia, Giuseppe Locogrande. Nel testo la conferma del suo interesse per il rilancio della compagnia dopo gli ultimi approcci, risalenti al mese di febbraio scorso. «Finora nessuno mi ha risposto», comunica. L’estate scorsa la sua proposta fu accantonata da Mediobanca, che peferì Atlantia per affiancare il Mef, Fs e poi Delta. Troppi dubbi sulla solidità finanziaria del gruppo a cui Efromovich fa capo. «Non c’è niente di male ad avere il quartier generale a Panama, sono un imprenditore onesto, trasparente, senza conflitti di interesse» afferma. «Non abbiamo presentato tutte le carte perché non ci hanno considerato: quando Il governo lo farà seriamente lo faremo». E, almeno a parole, le sue intenzioni sono serie: ridurre Alitalia il meno possibile, senza incidere troppo sull’indotto occupazionale.