Martin Foradori Hofstatter è abituato a lavorare con otto braccianti stagionali. A causa della burocrazia, ha dovuto recuperarle in Ungheria con un jet.
Foradori Hofstatter ha tentato di risolvere il problema contattando politici locali, di Roma e dell’Unione Europea, senza ottenere alcun risultato. “Ci siamo visti costretti ad organizzare in extremis un jet privato.” Spiega. E aggiunge: “Per questo periodo economico una spesa non indifferente e forse anche folle, ma senza il futuro delle mie vigne sarebbe stato segnato”.
Il vignaiolo, che è proprietario anche di una vigna in Germania, denuncia con forza le procedure italiane. Foradori Hosftatter spiega che all’estero le associazioni di categoria hanno attivato ponti aerei per i braccianti molto più efficaci. “In Italia non siamo stati capaci nemmeno di copiare le misure intelligenti degli altri Paesi della Comunità Europea” – commenta. Il produttore, a capo di una delle cantine più importanti dell’Alto Adige, lamenta anche un’altra situazione: la mancanza di manodopera italiana disponibile. “Chi abbiamo ingaggiato per fare una prova dopo due ore se ne è andato perché il lavoro era troppo faticoso!” – racconta.
Le otto braccianti sono arrivate in Italia nei giorni scorsi e hanno cominciato a potare le vigne di Hofstatter. “L’assenza di queste professioniste” – ha detto il vignaiolo – “si sarebbe tradotta in un danno rilevante: come se ad un concerto alla Scala mancassero i violini”.
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