Coronavirus, riscontrata negli Stati Uniti una rara sindrome che colpisce i bambini

NEW ROCHELLE, NY - MARCH 18: Coronavirus crisis volunteer Rhiannon Navin greets local residents arriving to a food distribution center at the WestCop community center on March 18, 2020 in New Rochelle, New York. New Rochelle has been a hot spot for the COVID-19 pandemic in the U.S. (Photo by John Moore/Getty Images)
Crescono le preoccupazioni legate al coronavirus negli Stati Uniti. In uno ospedale pediatrico di Miami si sono riscontrati i primi casi di una rara sindrome infiammatoria che colpisce alcuni bambini affetti da Covid-19.

I primi casi in Florida di una rara sindrome infiammatoria che colpisce principalmente i più piccoli. Presenta sintomi simili alla malattia di Kawasaki e alla sindrome da shock tossico colpendo i vasi sanguigni e gli organi interni. I pazienti che hanno riscontrato questo tipo di complicanze sono ricoverati in terapia intensiva pediatrica ma la situazione sembra in miglioramento. Il coronavirus negli Stati Uniti, come negli altri Paesi del mondo ha interessato maggiormente le categorie comprendenti adulti e anziani e molto meno quelle dei bambini o dei neonati.
Nonostante questo però, sappiamo che nella maggior parte dei casi, il Covid-19 può collegarsi ad una polmonite acuta, considerata come una malattia killer dell’infanzia. Anziani, malati cronici e bambini sono soggetti più vulnerabili alle infezioni respiratorie e potrebbero riscontrare problematiche gravi sull’intero sistema respiratorio. Il rischio più alto lo corrono soprattutto i neonati sotto i 2 anni di età a causa della immaturità del sistema immunitario.
I numeri negli Stati Uniti e le dichiarazioni di Donald Trump
Sono 1500 i morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore, secondo i dati della John Hopkins University. Un dato allarmante che induce a ripensare alle misure restrittive, indispensabili per bloccare la pandemia in corso. In totale, fino ad oggi, i casi complessivi ammontano a 1,52 milioni con 91.845 decessi. Si teme che l’arresto o il rallentamento del coronavirus negli Stati Uniti sia ancora lontano e le proiezioni del Forecast Hub della University of Massachusetts mostrano che potremo parlare di oltre 11.3000 morti solo a metà del prossimo mese.
Intanto il presidente Trump, nonostante i dati allarmanti, difende apertamente l’utilizzo dell’idrossiclorochina come trattamento per il coronavirus. “Sull’idrossiclorochina ci sono grandi studi dell’Italia e di altri Stati europei”, ha rimarcato Trump durante una conferenza alla Casa Bianca. “Si tratta di un farmaco antimalarico che non fa male, è usato da molto tempo e non sembra avere alcun impatto su di me, mi sento come prima”, ha sottolineato il Presidente. Il parere degli esperti però sembra un po’ diverso e la confusione sui tipi di cura da assumere per combattere la malattia potrebbe portare a peggiorare vertiginosamente la situazione. Il parere degli esperti ha messo fortemente in dubbio l’utilizzo dell’idrossiclorochina come farmaco contro il coronavirus ma, nonostante questo, il presidente Trump ne continua la propaganda sul tutto il territorio.