Nella conferenza stampa di questa sera, sabato 16 maggio, il premier Giuseppe Conte ha annunciato il nuovo calendario di riaperture che comincerà il prossimo lunedì. Tra le novità inattese anche la riapertura di cinema e teatri, prevista per il 15 giugno.
Cinema e teatri riapriranno in tutta Italia il prossimo 15 giugno. È quanto annunciato dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa.
Se la curva del contagio rimarrà stabile e se non ci sarà una “ripresa” dell’epidemia, la data ufficialmente fissata per la riapertura di cinema e teatri è ufficialmente quella del 15 giugno. Si attende quindi di conoscere i protocolli che regoleranno la riapertura, le disposizioni da rispettare per ripartire in sicurezza e cosa cambierà nella fruizione di questi luoghi. Ma soprattutto di sapere quali film troveremo in sala. “Le regioni dovranno assumersi le loro responsabilità”, ha precisato Conte. “Affrontiamo un rischio calcolato, la curva dei contagi potrà tornare a salire e saranno possibili nuove chiusure”.
La riapertura dei cinema sarà senza dubbio un passo importantissimo per la ripresa del settore cinematografico, ma rimane ancora da sciogliere il nodo relativo alla possibilità di tornare a girare film e serie tv in sicurezza. Dai protocolli messi a punto dalle associazioni di categoria (ANICA, APA, CNA Cinema e audiovisivo) emerge un problema di costi. Le simulazioni, infatti, indicano che i tempi di produzione potrebbero allungarsi di circa un quarto: un set di quattro settimane ne richiederà quindi almeno cinque. I costi aumenterebbero sensibilmente. Il decreto Rilancio ha comunque portato a 245 milioni le risorse del Fondo di emergenza per cinema e spettacolo e previsto un credito d’imposta per le spese di adeguamento degli spazi e di sanificazione.
Solo pochi giorni fa diversi autori del mondo del cinema italiano, tra cui Carlo Verdone, Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Gabriele Muccino, Valerio Mastandrea, Ficarra e Picone avevano lanciato un appello al governo e al ministro Franceschini per chiedere l’applicazione della Direttiva europea sul Copyright. L’unico modo, secondo loro, di tutelare il lavoro degli autori di audiovisivo in Italia e per ripartire dopo lo stop legato all’emergenza Covid.
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