(Da Getty Images)
Coronavirus, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un’intervista a RTVI ha affermato: la Russia ha evitato la catastrofe dello scenario italiano. Ma i sondaggi evidenziano un’opinione pubblica spaccata in due.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un’intervista a RTVI ha commentato la situazione dell’emergenza coronavirus in Russia. Con un sospiro di sollievo ha annunciato: la Russia ha evitato il “catastrofico scenario italiano” dell’epidemia di coronavirus. Il primario dell’ospedale Kommunarka Denis Protsenko aveva assicurato al presidente Vladimir Putin: la Russia era pronta ad affrontare anche lo scenario italiano. Ora anche quell’ipotesi sembra scongiurata, stando alle parole di Peskov. “Ora possiamo dire che non lo abbiamo ripetuto”, ha ribadito il portavoce.
Come è stato possibile? Grazie alle “dure decisioni di autoisolamento e le misure piuttosto efficienti che hanno convinto la gente a rimanere a casa”. Oltre all’imposizione di strette misure di distanziamento sociale, la Russia avrebbe provveduto anche “all’aumento rapido ed efficiente del numero di letti d’ospedale“, ha detto. E le parole di Peskov, riportate da Interfax, rivendicano la buona gestione dell’emergenza, che non sarebbe frutto del caso: “Siamo così riusciti ad evitare lo scenario catastrofico e questo non è successo per miracolo ma grazie alle misure che abbiamo preso“.
Anche la governance di Putin si incrina sotto la crisi scatenata dalla pandemia. E la Russia si spacca. Secondo un sondaggio del centro demoscopico Levada, le misure di contenimento dividono in due le opinioni dei russi. Il 48% dei russi non si ritiene soddisfatto dei provvedimenti, il 30% li considera insufficienti e il 18%, al contrario, eccessivi. Il 46% degli intervistati, invece, approva le misure. Lo riporta la testata online Meduza.
Va meglio, invece, l’approvazione pubblica nei confronti dell’operato di sindaci e governatori regionali. Il 50% sostiene che i loro provvedimenti siano adeguati alla situazione, il 30% li ritiene insufficienti e il 15% eccessivi. Emerge inoltre un dato particolare: a Mosca e in altre grandi città la fiducia negli organi federali e locali in media è minore che in provincia. Secondo il centro Levada, inoltre, il blocco delle attività lavorative ha impattato di molto la vita dei russi. Ha coinvolto la maggioranza della popolazione. Il 44% lavora come sempre, il grafico di lavoro del restante 56% invece è cambiato. Il 21% lavora totalmente o parzialmente da casa. Ed è addirittura il 15% dei russi a esser stato costretto a ferie forzate. Ferie imposte che hanno comportato una perdita parziale o completa dello stipendio. Infine, solo un piccolo 8% dei russi ha ottenuto delle vere ferie, che prevedono il mantenimento della retribuzione.
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