Coronavirus, in Veneto calano i ricoveri. Zaia: “Nuova chiusura se avvengono ricadute”

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha ribadito come la Regione sia pronta per ripartire nella Fase 2 da emergenza coronavirus, e ha sottolineato gli ottimi risultati per quanto riguarda i numeri dei ricoveri in ospedale.

Nel consueto punto stampa quotidiano con la Protezione Civile regionale, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha fatto il punto della situazione in merito al bollettino dei dati sul coronavirus, e su quelle che sono le disposizioni che devono essere applicate per far ripartire tutto in totale sicurezza. In particolar modo, i dati comunicati da Zaia lasciano molto ottimismo per ciò che concerne i ricoverati in terapia intensiva perché affetti da Covid-19.

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Coronavirus, in Veneto calano i ricoveri

Grande ottimismo nel punto stampa di oggi, alla comunicazione del bollettino sul coronavirus illustrato dal governatore Zaia. In particolar modo, il focus fondamentale è il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, a seguito delle complicanze da Covid-19. “Era un miraggio vedere questo numero qualche mese fa“, ha infatti commentato orgogliosamente il presidente del Veneto.

Sono ora 17.825 i casi registrati di contagio dall’inizio dell’epidemia nella Regione (117 in più rispetto a ieri) ma scendono a 1.156 i ricoverati negli ospedali (-31), e quelli nelle terapie intensive, che sono 114 (-6). In tutto sono dunque 2.559 i pazienti dimessi (+51), mentre i morti raggiungono un totale di 1.437.

Ma altro focus molto importante è stato dedicato anche alla questione tamponi. Ad oggi, i test eseguiti sono oltre 337 mila, 9.047 in più rispetto a ieri; ma lo scopo di Zaia è quello di continuare a lavorare maggiormente su questo fronte. “Abbiamo un piano di rafforzamento che per la fine dell’estate ci porterà a fare 30 mila tamponi al giorno” spiega infatti il presidente del Veneto. Affrontando un discorso che era stato già affrontato in alcuni suoi punti stampa precedenti, nei quali già affermava di voler mandare in campo “l’artiglieria pesante“, contro il coronavirus.

Inoltre, nel caso in cui si riuscisse davvero a raggiungere tale importante cifra, il governatore ha anche assicurato che verranno disposte “alcune sorprese“, altre manovre a dar manforte alla risposta del territorio contro l’epidemia.

E prima di concludere il punto stampa, Zaia ha poi sottolineato, additando chi parla del Veneto come la Regione in cui le restrizioni non sono più rispettate dai cittadini, che non si tratta di irresponsabilità da parte dell’amministrazione. “Il lockdown non è finito per via dei cittadini, ma perché il Governo ha permesso (secondo me, bene) l’apertura“, spiega infatti il governatore. E si appella però anche al senso dei cittadini: “La mascherina non è un obbligo, ma è una questione di sicurezza. Non si esce mica di casa nudi, no?”.

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Sotto tale prospettiva, dunque, “è possibile affrontare la riapertura“. Però, specifica Zaia, è fondamentale investire “sulla messa in sicurezza dei cittadini, e soprattutto la mascherina è imprescindibile, perché metti in sicurezza la tua salute, metti in sicurezza la salute degli altri, e se non te la metti avremo ricadute e dovremo riprendere in mano le chiusure”.  “Per questo – spiega infine il governatore – non vorrei che qualcuno si fosse messo in testa che sia tutto finito. Dobbiamo convivere con il virus. Per questo dobbiamo investire sulla messa in sicurezza”.

Valeria Girardi

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