Un delitto orribile in provincia di Arezzo: un uomo, in pieno stato depressivo, ammazza la figlia. Ma non ricorda nulla, per lui è ancora viva.
Il peggiore dei delitti: un padre che uccide la figlia, di soli quattro anni. Un operaio 39enne originario del Bangladesh e residente a Levane, in provincia di Arezzo, ha ammazzato la bimba e provato anche ad uccidere il figlio 12enne. Tutto è avvenuto nell’appartamento di famiglia. L’uomo poi avrebbe cercato di togliersi la vita gettandosi in un pozzo. Il gip di Arezzo Fabio Lombardo ha convalidato l’arresto rimandando la decisione per l’eventuale custodia cautelare a domani. Ha anche accolto la richiesta di rinvio dell’interrogatorio in videoconferenza presentata dall’avvocato difensore per legittimo impedimento.
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Il pm Laura Taddei non si è opposta al rinvio e dunque l’interrogatorio si farà più avanti. L’operaio si trova infatti ricoverato presso una struttura sanitaria fiorentina a causa dello stato depressivo in cui si trova. Secondo quanto riferito dall’avvocato non ricorderebbe nulla dei tragici avvenimenti
e sarebbe convinto che la figlioletta è sempre viva e sia con la
madre a casa. Intanto emergono nuovi particolari circa la
mattina di martedì, nella quale è avvenuto l’omicidio. Il figlio dodicenne sarebbe infatti rimasto ferito per difendere la sorellina prima di fuggire inseguito dal padre evidentemente fuori di sè.
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