Morte di Gaia e Camilla, ora Pietro Genovese è davvero nei guai

Nuovi sviluppi in merito al drammatico incidente in cui sono morte Gaia e Camilla: Pietro Genovese sarebbe stato al telefono mentre era alla guida dell’auto che le ha fatalmente travolte.

Si aggrava la situazione per Pietro Genovese, il giovane figlio del regista Paolo che, durante la notte del 22 dicembre 2019, ha investito Gaia Romagnoli e Camilla von Freymann a Roma, a Corso Francia. Secondo quanto reso noto dall’informativa della polizia postale, allegata gli atti di indagine, Pietro era al telefono al momento del tragico incidente.

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Come è possibile leggere dall’informativa, infatti, il giovane stava utilizzando il suo telefono per accedere a Whatsapp, app di messaggistica istantanea. Mentre era alla guida dell’auto che ha travolto le ragazzine, il giovane stava selezionando 4 immagini e un video, per inviarli poi a uno o più destinatari.

Per la precisione, l’azione riportata sarebbe iniziata alle ore 00:27:30 di quella tragica notte, per terminare poi alle ore 00:27:49. Si tratta di 19 secondi, spesi per un gesto che, nella sua banalità quotidiana, può risultare fatale quando si è alla guida. Proprio quella manciata di secondi è infatti bastata ad uccidere le 16enni.

Per Pietro Genovese richiesta di giudizio immediato

Come si apprende dalle fonti, gli inquirenti sono risaliti a questo dettagli ricostruendo i minuti precedenti alla morte di Gaia e Camilla. In questo frangente, allora, è partita la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Genovese, a cui viene contestato l’articolo 173 del codice della strada in merito al divieto di utilizzo del telefono mentre si è alla guida.

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Tra le altre contestazioni mosse contro il figlio del regista, si conta anche quella di non essersi fermato subito al momento del duplice investimento, ma di aver fermato la sua corsa soltanto 180 metri dopo aver superato il luogo dell’incidente. Quella sera, inoltre, Pietro Genovese viaggiava ben oltre il limite consentito nei tratti urbani, e quindi sopra i 50 chilometri orari previsti dal codice della strada, con un tasso alcolemico inaccettabile per un neopatentato. Al giovane era stato infatti riscontrato un tasso di 1,4 grammi per litro, quando per i primi tre anni dal conseguimento della patente il tasso deve essere pari a 0.

Valeria Girardi

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