Coronavirus, Italia Francia e Spagna unite: ultimo affondo per gli eurobond

L’Unione europea porge le scuse ufficiali all’Italia e promette solidarietà, ma non compie ancora nessun passo verso la definizione del fondo per la ripresa, possibilmente finanziato dagli Eurobond come vogliono Roma, Parigi e Madrid.
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Sostenere la ripresa, garantendo le stesse condizioni a tutti gli Stati membri
Sul negoziato che si svolgerà al vertice europeo di giovedì prossimo, l’Italia continua a fare sponda con Francia, Spagna e Portogallo. Durante l’Ecofin, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, assieme ai colleghi alleati, ha ribadito l’importanza di creare il Recovery Fund da finanziare attraverso l’emissione di titoli comuni. L’obiettivo resta comune: sostenere la ripresa, garantendo le stesse condizioni a tutti gli Stati membri. L’unico modo per farlo è condividere il costo degli stimoli, che necessariamente saranno diversi da Paese a Paese, in quanto diversa è la loro situazione di partenza. Macron, in un’intervista al Financial Times, non ha usato mezze parole: serve un fondo che possa emettere debito comune con una garanzia comune per finanziare gli Stati membri in base alle loro necessità.
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Von der Leyen parla di anticipo dei fondi per far partire subito gli investimenti, ma senza un aumento consistente delle poste dei Paesi – al quale l’Olanda si opponeva già a febbraio – sarà difficile risolvere il problema di un’Europa da far ripartire a diverse velocità. Intanto il Parlamento Ue ha dato un primo via libera alla proposta di istituire i Recovery bond garantiti dal bilancio Ue. La prima parte del paragrafo 17 della risoluzione sull’azione coordinata a livello europeo per contrastare il Covid-19, che includeva la proposta sui Recovery bond, è passata in plenaria con 547 voti a favore, 92 contrari e 44 astensioni. Il testo finale della risoluzione – presentata da Ppe, S&D e Verdi – sarà votato oggi.