Coronavirus, a breve scelta app tracciamento: si chiamerà Immuni?

“E’ questione di ore” secondo quanto apprende l’Ansa la firma del contratto per l’app italiana del tracciamento del contagio da coronavirus. “Il Governo sta accelerando” – spiegano le stesse fonti.

Potrebbe essere annunciato già oggi, 17 aprile. “E’ questione di ore” secondo quanto apprende l’Ansa la firma del contratto per l’app italiana del tracciamento del contagio da coronavirus. “Il Governo sta accelerando” – spiegano le stesse fonti. La scelta convergerebbe verso l’app progettata da Bending Spoons assieme ad altre realtà come il centro medico Santagostino di Luca Foresti e si chiamerebbe Immuni. La decisione finale dovra’ comunque essere presa dalla task force di Vittorio Colao e poi passare alla firma del Commissario Arcuri.

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E’ di pochi giorni fa la firma ed è quindi operativa l’ordinanza del Commissario Domenico Arcuri con la quale si dispone “di procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contacttracing e di appalto di servizio gratuito con la societa ‘Bending Spoons Spa”. “La app sul ‘contact tracing’ sarà un pilastro importante nella gestione della fase successiva dell’emergenza. Stiamo lavorando con il ministero per l’Innovazione e la Presidenza del Consiglio per cominciare la sperimentazione, che contiamo possa essere avviata in alcune regioni pilota, per poi estenderla. Speriamo in una massiccia adesione volontaria dei cittadini”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza al Tg1. Speriamo che i cittadini possano sopportare e supportare il sistema di tracciamento dei contatti, che ci servirà a capitalizzare l’esperienza della fase precedente ed evitare che si possa replicare”, ha proseguito Arcuri. La Commissione Ue ha dettato le regole per il sistema di tracciamento: anonimato e niente geolocalizzazione, sì a bluetooth e volontarietà.I Paesi Ue stanno convergendo verso un approccio comune” con “soluzioni che minimizzano il trattamento dei dati personali”.

Per mantenere l’anonimato, è previsto che le app utilizzino un ID  “anonimo e temporaneo che consenta di stabilire un contatto con gli altri utenti nelle vicinanze”. In Europa esiste già un progetto che soddisfa questi criteri, su cui stanno convergendo Francia e Germania. Si chiama Pepp-Pt (Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing) è stato messo in piedi da un gruppo di 130 scienziati e 32 fra aziende e istituti di ricerca di 8 Paesi (tra cui la Fondazione ISI di Torino). Tra i partner del progetto c’è Vodafone e Bending Spoons.

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Redazione

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