Emergenza Coronavirus: aumento fino a 40% di richieste di cibo al Banco Alimentare

La pandemia di coronavirus sta facendo sorbire i suoi effetti in tutti gli aspetti della vita quotidiana, e le conseguenze più serie si stanno abbattendo – oltre che negli ospedali – entro le mura delle famiglie più povere; e il Banco Alimentare lancia un messaggio d’allarme.

foto via Banco Alimentare

Secondo quanto riporta la stima calcolata dalla ONLUS Banco Alimentare, a livello nazionale si sarebbe verificato un aumento del 20% delle richieste di cibo, con punte che arrivano a toccare persino il 40% in regioni come la Campania.

“Ci arrivano nuove domande di aiuto, per esempio anche dai sindaci, soprattutto dai Comuni del Sud. Ci aspettiamo una esplosione del bisogno”, racconta alle penne dell’ANSA il presidente della Fondazione Banco Alimentare, Giovanni Bruno. L’operato della Fondazione già normalmente aiuta oltre un milione e mezzo di poveri ogni giorno, attraverso i 21 banchi regionali e con le circa 7500 strutture sparse per l’Italia.

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Coronavirus: quando non tutti hanno i soldi per mangiare

L’Italia del 2020 è un’Italia affondata dal coronavirus, bloccata nelle mura domestiche e in quelle ospedaliere, che fa chiudere attività e impone limiti e distanze sociali. In un clima che mai ci saremmo aspettato all’inizio del nuovo decennio, c’è chi a causa della pandemia sta morendo di fame.

foto via Avvenire

Giorni fa ci siamo imbattuti in un video che ha fatto il giro del web, un video in cui una donna disperata chiedeva aiuto a una banca dalle saracinesche abbassate. Quella donna è Mariaelisa, proprietaria di un negozio di bomboniere in quel di Bari, costretta chiudere la sua attività per via delle misure restrittive imposte dal governo e dal contagio di Covid-19.

“Non ce la faccio più, ci stanno affamando. Non abbiamo più soldi nemmeno per mangiare“, strilla contro quelle serrande marroni, chiedendo soltanto 50 euro: i 50 euro che servono per fare la spesa. E come lei, purtroppo, sono tante le persone che non avranno denaro a sufficienza per andare avanti nei prossimi mesi.

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Lo spiega bene Angelo Pedrini, del sindacato Sial Cobas. “Molti hanno percepito lo stipendio del mese precedente tra il 10 e il 15 febbraio. E quindi in questi giorni stanno fronteggiando così l’emergenza. E poi? Cosa succederà da aprile?” si domanda Pedrini, preannunciando come il peggio deve ancora arrivare. Tutti coloro che non rientrano nel decreto Cura Italia, come gli stagisti, i braccianti agricoli non in regola, i lavoratori in nero o alla giornata, non percepiranno un euro. E non avranno soldi nemmeno per mangiare.

Valeria Girardi

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