Coronavirus, il disperato appello: “Medici, benedite voi chi sta morendo”

Il vescovo di Bergamo interviene sulla drammatica situazione della sua città, e lancia un appello: medici e familiari, benedite voi chi sta morendo. 

“Tutti avranno il funerale”. Un messaggio paradossalemente di speranza, in un momento in cui tante persone vedono i propri cari sparire senza poterli salutare e celebrare. Ad affermarlo è monsignor Beschi, vescovo di Bergamo, che lancia un appello che ben esprime la drammaticità del momento: medici, figli, nipoti, benedite voi i vostri parenti che stanno morendo. “Chiedo la grazia di essere perseverante – aggiunge il vescovo – è una virtù necessaria: per essere vicino ai malati, e per reggere le disposizioni avviate un mese fa, che limitano la vita delle nostre parrocchie, e che i sacerdoti hanno accolto, pur con grande sofferenza”. “Il nostro impegno è far di tutto per i malati, cercare ogni soluzione possibile per non abbandonarli. Ho invitato i familiari a benedire i propri genitori e i propri nonni morenti, nelle case – rileva – un battezzato può benedire. Un tempo era il padre a benedire i figli al momento dell’addio. Ora possono farlo i figli e, nelle terapie intensive, anche i medici e gli infermieri; non vi imponiamo nulla, ma se intuite che una persona ha questa sensibilità, voi stessi fatevi portatori di un segno, di una benedizione, di una piccola preghiera.

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Il vescovo di Bergamo, monsignor Beschi

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“Non possiamo sottrarci al vissuto doloroso di coloro che
vedono i propri cari sparire nel nulla – aggiunge il vescovo di Bergamo – conosco molte persone, anche nostri sacerdoti, che hanno perso il papà o la mamma senza poterli salutare. Venerdì prossimo sarò nel centro del cimitero monumentale di Bergamo, e farò una preghiera di suffragio per i defunti che i cari non hanno più visto”. E, ribadisce monsignor Beschi, i funerali si faranno: “Penso a una celebrazione per tutti i defunti della nostra diocesi. A una celebrazione in ogni parrocchia per tutti i defunti della comunità. Poi ogni famiglia si accorderà con il parroco per una celebrazione per il proprio caro”. 

Alessio Ramaccioni

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