Su Sky Atlantic sta per arrivare la prima stagione di Yellowstone, la serie tv western con Kevin Costner, disponibile anche On Demand e in streaming su NOW TV.
In arrivo su Sky Atlantic la prima stagione di Yellowstone, serie western con Kevin Costner prodotta da Paramount. La prima stagione è composta da un totale di 9 episodi, in onda dal 13 marzo.
Quello di Taylor Sheridan, al debutto come scrittore e regista di una serie tv, è un cinema di luoghi. I personaggi dei suoi film (e ora anche delle sue serie per il piccolo schermo) non agiscono mai secondo convenienza o esigenza, ma secondo le regole che il luogo in cui vivono impone loro di seguire. Se in Wind River (la prima opera che vedeva Sheridan anche alla regia) vi era un dualismo inconciliabile fra l’America urbana e quella profonda, in Yellowstone la concezione di una nazione divisa in numerose regioni in cui valgono norme e modi di vivere diversi si amplifica e si esaspera. Non saranno solo le persone che arrivano dalle grandi aree urbane a non comprendere le prassi di quei luoghi periferici, ma l’enorme parco in cui si svolge la serie è suddiviso in decine di aree con diversa giurisdizione, diversa religione e diverse leggi. Aree vicinissime fra loro se le si considera in base allo spazio geografico (spesso la sola cosa che le separa è una recinzione o una linea di confine che decorre sul fondo) ma in cui vivono persone che non condividono alcun valore comune e si considerano da sempre nemici.
Perciò ogni dialogo nella serie di Sheridan parla di “terra” e la narrazione, solo in apparenza complessa per via dei numerosi personaggi che si inseriscono fra le sue pieghe, parla di una guerra senza esclusione di colpi per rubare dalle mani del proprio vicino la “terra” sulla quale vive da anni e dalla quale non può separarsi senza dover abbandonare la propria famiglia ed il proprio lavoro. Perché nella concezione di Sheridan “terra” non è sinonimo di “terreno” e volersi appropriare di una “terra” non propria vuol dire passare sul cadavere di chi la possiede per spazzare via ogni segno del suo passaggio (ed impedire che le generazioni successive possano proseguire nell’egemonia dei loro padri).
L’America di Sheridan è quindi quella dei cavalli, dei cowboy, dei ranch, dei saloon e dei rodei, ma quello che sembrerebbe essere un luogo carico di folclore per chi guarda con gli occhi di chi non ci vive non prevede invece la presenza di curiosi o vacanzieri. La sola fine possibile per chi decide di muoversi in quei luoghi senza conoscerli a dovere o senza un guida sicura è una sola ed è la peggiore immaginabile. Come in Wind River ogni azione, anche la più minuscola, sembrava provocare conseguenze ben più gravi, così anche nella nuova serie tv di Sheridan ogni screzio o piccola rissa sembra dover per forza finire con una esplosione di violenza. Sheridan è bravissimo nel suggerire a chi guarda una condizione inesorabile per cui ogni disaccordo debba concludersi in maniera feroce ed ogni punizione con una condanna di gran lunga superiore all’offesa, perché così funziona in quei luoghi dove ogni sbaglio pesa più di quello che si può pensare.
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