Coronavirus, rinviato il Referendum sul taglio dei parlamentari

Coronavirus, rinviato il Referendum sul taglio dei parlamentari

Secondo quanto si apprende da fonti interne al governo, il consiglio dei ministri ha dato via libera al rinvio del referendum sul taglio dei parlamentari, previsto per il 29 marzo 2020.

conte - referendum rinviato

Se ne vociferava già da diverse ore, ma è finalmente giunta la conferma ufficiale. Il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, che era previsto per il 29 marzo 2020, verrà rinviato. Il rinvio, del resto, fa parte delle conseguenze dovute all’emergenza coronavirus che da settimane ha ormai bloccato l’Italia.

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Referendum rinviato, misura necessaria in situazione d’emergenza Coronavirus

Dato il rinvio del referendum del 29 marzo, la prossima finestra disponibile per dare il proprio voto al taglio dei parlamentari sarà quella tra maggio e giugno – salvo imprevisti da emergenza coronavirus. Un rinvio, questo, che trova però qualche attrito con le elezioni Regionali e Comunali, poiché infatti, secondo alcuni costituzionalisti, non sarebbe possibile effettuare il tutto contestualmente.

Come annunciato dalla Fondazione Luigi Einaudi, impegnata sul fronte del No al rinvio del referendum, “qualora il Governo intendesse proporre un accorpamento con elezioni amministrative, i nostri costituzionalisti e gli avvocati sono già al lavoro per valutare tutti i possibili ricorsi avverso tale gravissima violazione delle basilari norme democratiche. Infatti al danno della mancata assicurazione di adeguata informazione attraverso i media, ad iniziare dalla tv pubblica, si aggiungerebbe la beffa di un referendum che sarebbe inevitabilmente travolto dalla battaglia tra i partiti”.

crimi e di maio

Tuttavia, rassicura sulla situazione il capo politico reggente M5S Vito Crimi. In una conferenza stampa al Senato, infatti, Crimi ha dichiarato: “Siamo in una situazione di grave emergenza economica e stiamo cercando di recuperare ogni euro disponibile. Non possiamo permetterci che il referendum sia un costo aggiuntivo. Cercheremo di ottenere l’accorpamento di tutte le date, da qui a giugno, in un’unica data”.

Ovviamente, lo slittamento del referendum è stato ritenuto pressoché necessario e urgente, data la situazione in cui versa il Paese attualmente – già ieri, del resto, è stata bandita la chiusura di tutte le scuole e non solo.

Scuole chiuse, bloccate anche le attività culturali in tutto il Paese

Non solo il referendum, anche il sistema scolastico sta risentendo dell’emergenza coronavirus. Giusto ieri, infatti, è stato confermato il decreto del governo Conte che ha disposto la chiusura delle scuole e delle Università italiane fino al 15 marzo.

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Inoltre, contestualmente alla chiusura degli istituti scolastici, è stato comunicato il blocco di tutte quelle attività culturali che regolarmente ravvivano e rallegrano il nostro Paese. Tra concerti, mostre, cinema e teatri dalle serrande abbassate, allora, gli italiani si trovano a dover scegliere di starsene a casa a vedere la TV – o magari a leggere un bel libro.