Coronavirus, moschea di Roma sospende attività (Getty) - meteoweek.com
La Grande moschea di Roma, nota come Centro islamico culturale d’Italia, sospende le attività religiose a partire dal 6 marzo a causa dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus
La Grande moschea di Roma ha annunciato che da domani 6 marzo saranno sospese le attività religiose. Su indicazione del Segretario Generale del Centro, Abdullah Redouan, la preghiera del Venerdì non avrà luogo, come si legge da una nota di questa mattina: “In ottemperanza al Decreto emesso dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 04 Marzo 2020 recante le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 il Centro Islamico Culturale d’Italia dichiara sospesa la Preghiera del Venerdì in data 06 Marzo 2020“.
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Venerdì scorso la polizia locale di Mestre aveva sospeso la preghiera e aveva chiuso lo stabile adibito a moschea, per inosservanza delle misure stabilite dalla Regione Veneto e dal Ministero della Salute. L’ordinanza, infatti, prevedeva lo stop di qualsiasi manifestazione, comprese quelle religiose, al fine di ridurre il rischio di contagio da Coronavirus.
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Al momento dell’intervento della polizia, nella moschea di Mestre erano presenti circa 90 fedeli all’interno e altrettanti all’esterno. Nonostante molti partecipanti indossassero le mascherine, le forze dell’ordine hanno dovuto allontanarli per motivi di salute pubblica. Non c’è stata alcuna protesta da parte dei partecipanti alla preghiera del Venerdì.
Le nuove disposizioni per far fronte all’emergenza Coronavirus sono valide anche per le altre chiese di Roma. Fino a questo momento non è stata annunciata alcuna chiusura, ma la diocesi della capitale ha trasmesso a sacerdoti e fedeli delle indicazioni per contenere e prevenire la diffusione del contagio.
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Durante le celebrazioni dell’eucarestia non ci si potrà scambiare la stretta di mano come segno di pace e l’ostia dovrà essere ricevuta in palmo di mano. Per adesso sono solo queste le disposizioni date dal Segretario Generale del Vicariato, Monsignor Pierangelo Pedretti.
Intanto la scorsa domenica due chiese del centro di Roma, San Luigi dei Francesi e Sant’Ivo dei Bretoni, sono state chiuse in via precauzionale. Nelle zone rosse, quelle col maggior numero di contagi, le diocesi hanno stabilito di regolare l’attività pastorale. Per contenere la diffusione del Coronavirus le messe domenicali potrebbero avvenire senza la presenza dei fedeli.
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Il governo ha avviato un dialogo con la Cei, per fronteggiare il problema in occasione della Pasqua imminente, che sarà domenica 12 aprile. La speranza di tutti è che la situazione possa migliorare nei prossimi giorni e permettere le celebrazioni. La domenica delle Palme intanto si avvicina e la grande messa che ogni anno si tiene in piazza San Pietro alle ore 10 per ora resta confermata.
Non bisogna dimenticare, però, la messa del giovedì, che prevede la lavanda dei piedi; e il Venerdì Santo con la Via Crucis e la Passione, che di solito sono ospitate al Colosseo. Il giorno successivo le celebrazioni prevedono la veglia pasquale con la benedizione del fuoco.
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