Senegalese violenta quindicenne a Jesolo - meteoweek.com
Storia di degrado e paura a Napoli: la vittima si è decisa a confessare l’accaduto ai genitori solo dopo molte insistenze.
La vedevano strana, silenziosa, non mangiava e aveva chiesto di non andare a scuola. Ci sono volute alcune ore per farla parlare ma alla fine la bimba, dieci anni, ha confessato. Era stata stuprata da sei ragazzi in uno scantinato del quartiere. L’episodio sarebbe avvenuto due volte. I genitori, sconvolti per l’accaduto, hanno accompagnato la piccola al commissariato di polizia e hanno denunciato l’accaduto.
La vicenda è stata portata alla luce dal quotidiano Metropolis: purtroppo non è la prima che viene denunciata a Napoli. Solo dall’inizio dell’anno si parla di almeno quindici violenze a danno di ragazzine di meno di sedici anni. Un dato tutto italiano che spaventa e sconcerta.
Il racconto della bambina è al vaglio degli inquirenti ma sarebbe ricco di dettagli e di elementi che ha subito portato a riscontri oggettivi nelle indagini. La ragazzina sarebbe stata avvicinata nei pressi della sua abitazione. Un paio di ragazzini (minorenni di età non superiore ai 14 anni) l’avrebbero invitata a seguirli nelle cantine e qui insieme ad altri amici l’avrebbero violentata. Una violenza lunga e ripetuta, eseguita a turno da ognuno dei sei ragazzi presenti.
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Chi non la teneva ferma riprendeva la scena con gli smartphone. Alle spalle della vicenda una situazione familiare sicuramente non facile. La vittima sarebbe rimasta da sola in strada ad aspettare il ritorno dei due genitori che erano al lavoro e non sarebbe in alcun modo riuscita a difendersi. Qualche giorno dopo la violenza, la cosa si sarebbe ripetuta con le medesime modalità. Solo allora la bambina avrebbe deciso di confidarsi con i genitori.
Le indagini sono state affidate alla procura dei minori che ha disposto una serie di esami clinici. I riscontri hanno portato all’identificazione di tutti i ragazzi del branco, sei ragazzini tra gli 11 e i 14 anni, e dunque poco più grandi della loro vittima. Alcuni avrebbero negato la cosa, altri avrebbero detto che sarebbe stata la ragazzina a invitarli a giochi spinti. I cellulari e le loro memorie sono stati sequestrati e probabilmente forniranno prove di quanto è realmente accaduto.
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A questo punto si attende la conclusione delle indagini e un’ipotesi di reato. Da molto tempo le associazioni che sostengono le minorenni vittime di violenza sessuale chiedono che i persecutori, anche se minorenni, siano giudicati come adulti soprattutto se agiscono in gruppo e con l’aggravante di motivi futili e abbietti. Come in questo caso.
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